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Ip segue la linea Eni. Lunghe code davanti ai distributori, carburanti già esauriti. Il prezzo medio resta alto

today29 Settembre 2026

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Scritto da Daniele Biacchessi

Alla fine anche Ip segue la linea di Eni e applica un tetto al prezzo dei suoi carburanti: 1,99 euro al litro per la benzina, 2,19 per il diesel. La riduzione del listino avviene nella metà dei 4.575 distributori, poi le stesse condizioni saranno estese a tutta la rete Ip. Ma nel primo giorno di listini calmierati l’effetto sulle tariffe quasi non si vede, a fronte delle lunghe code davanti agli erogatori e al carburante spesso esaurito o di difficile reperibilità . Si tratta di sette-otto millesimi tra verde e gasolio, stando al prezzo medio registrato dal ministero delle Imprese per i carburanti distribuiti in modalità self-service (fuori dalle autostrade). La benzina viene venduta a 2,152 euro al litro, il gasolio in media è a quota 2,369 euro. Diverso l’andamento sulla rete autostradale – dove pure Eni applica il suo tetto al listino e Ip lo farà gradualmente: un litro di verde si compra con 2,214 euro in media (2,254 ieri), il diesel va a 2,420 (2,459 ieri). I numeri rappresentano una media che l’Osservatorio dei prezzi del ministero diffonde ogni giorno, da quando il conflitto con l’Iran ha fatto schizzare le quotazioni del petrolio sui mercati internazionali.

Il prezzo del carburante nelle regioni

Il miglior ribasso viene applicato in Friuli Venezia Giulia (-2,6 cent al litro per il gasolio, -2,4 per la benzina), dove la rete Eni è molto vasta. Seguono il Lazio (-1,5 cent per il gasolio, -1,3 per la benzina), e l’Abruzzo: rispettivamente -1,4 e -1,1. L’effetto non si avverte in Lombardia, perché tra Milano e dintorni l’effetto sulla media è stato molto limitato. All’ultimo posto della classifica c’è la Sardegna per il gasolio a fronte di una presenza molto ridotta delle stazioni Enilive.

Il monito di Bruxelles

Bruxelles invita gli Stati membri ad adottare “misure per ridurre la domanda di gas ed elettricità per tutto il tempo necessario”, con l’obiettivo di “far fronte a una crisi dei prezzi” dell’energia “legata a una crisi di approvvigionamento”.La raccomandazione arriva dal commissario all’energia, Dan Jorgensen, in una lettera inviata ai ventisette ministri dell’energia. “Nel contesto di un’offerta globale limitata e di un’elevata volatilità dei prezzi, la riduzione della domanda può rappresentare uno strumento efficace per contribuire a contenere i prezzi”, scrive Jorgensen.

Scritto da: Daniele Biacchessi


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