Economia

Banche, la Cina sforbicia: ridotte di quasi 1/4. A cosa serve il consolidamento

today5 Ottobre 2026

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(Adnkronos)

Scritto da Giornale Radio

Pechino ha ridotto il numero delle proprie banche di quasi un quarto nell’ambito di un’iniziativa volta a rafforzare la vigilanza sugli istituti di credito di minori. Un’accelerazione sul consolidamento del sistema bancario. Lo scorso anno sono state oltre 670 le banche che hanno cessato l’attività, un record storico secondo i dati ufficiali dell’Amministrazione nazionale di vigilanza finanziaria. Il processo, che ha ridotto sensibilmente il numero complessivo degli istituti, punta soprattutto a rafforzare la supervisione sulle banche di minori dimensioni e a intervenire sulle realtà più fragili, in un momento segnato dal rallentamento dell’economia e da segnali di debolezza della domanda di credito.

Il riassetto riguarda un sistema bancario che vale complessivamente circa 64 mila miliardi di dollari di patrimonio e che resta fortemente caratterizzato dalla presenza e dall’indirizzo dello Stato. Una dinamica che, secondo Guido Rosa, presidente dell’Associazione italiana banche estere (Aibe), evidenzia una differenza sostanziale rispetto al percorso seguito in Europa. “Quello che sta accadendo in Cina e quello che sta accadendo in Europa raccontano due percorsi molto diversi verso il consolidamento bancario”, dice Rosa all’AdnKronos.

“In Cina il processo è fortemente guidato dalle autorità e risponde anche alla necessità di intervenire sugli istituti più piccoli e fragili, riducendo i rischi e rafforzando la stabilità del sistema. In Europa partiamo da una situazione profondamente diversa: le banche sono oggi solide, ben capitalizzate e sottoposte a requisiti patrimoniali e di liquidità particolarmente rigorosi. Il consolidamento europeo non nasce quindi, in termini generali, dall’esigenza di salvare banche in difficoltà, ma dalla necessità di renderle più efficienti, più competitive e capaci di operare su una scala maggiore”. “C’è poi una seconda differenza fondamentale. In Cina il consolidamento è in larga misura guidato dalle autorità; in Europa è il mercato a decidere se, quando e tra quali soggetti un’aggregazione abbia una logica industriale. Alle autorità spetta naturalmente verificare la solidità delle operazioni, la stabilità finanziaria e il rispetto della concorrenza, non stabilire quale debba essere la geografia del sistema bancario europeo”, sottolinea.

Per Rosa, il nodo europeo è quindi creare le condizioni affinché il mercato unico bancario possa funzionare realmente su scala continentale. “Negli ultimi anni il settore si è già consolidato, ma soprattutto attraverso operazioni nazionali, mentre le aggregazioni transfrontaliere continuano a incontrare maggiori ostacoli”, afferma ancora all’AdnKronos. “Il vero problema europeo è semmai creare le condizioni perché questo mercato possa funzionare davvero su scala continentale. Negli ultimi anni il settore bancario europeo si è già consolidato, ma soprattutto attraverso aggregazioni nazionali. Se un’operazione all’interno dello stesso Paese viene considerata naturale mentre una fusione tra banche di due Paesi europei incontra ostacoli politici o regolamentari ulteriori, significa che il mercato unico bancario è ancora incompleto.

“La dimensione conta sempre di più: significa poter investire maggiormente in tecnologia, intelligenza artificiale e cybersecurity, diversificare ricavi e rischi, migliorare l’efficienza e competere con i grandi gruppi americani e asiatici. L’Europa non ha quindi bisogno di scegliere dall’alto i propri campioni bancari: deve creare un vero mercato unico nel quale possano nascere quando esiste una logica industriale”, prosegue Rosa.

Il confronto con la Cina, dunque, mette in luce due finalità differenti del consolidamento: da una parte la riduzione delle fragilità e il rafforzamento della stabilità del sistema; dall’altra, in Europa, la ricerca di maggiore efficienza, dimensione e competitività. “Potremmo dire che la Cina sta consolidando il proprio sistema bancario soprattutto per ridurne le fragilità; l’Europa deve consolidarlo soprattutto per aumentarne l’efficienza, la scala e la capacità competitiva. Ma lo fa secondo il proprio modello: attraverso il mercato, mantenendo al tempo stesso quella solidità patrimoniale che rappresenta oggi uno dei punti di forza del sistema bancario europeo”.

Scritto da: Giornale Radio

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