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Brexit, l’esperto: “Da Burnham solo confusione su interferenza russa, servono riscontri tangibili”

today14 Ottobre 2026

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(Adnkronos)

Scritto da Giornale Radio

“Le dichiarazioni di Andy Burnham sulle interferenze russe sulla Brexit hanno causato solo confusione, senza rivelare alcuna reale informazione dettagliata su come abbiano fatto e cosa abbiano effettivamente ottenuto”. Ad affermarlo all’Adnkronos è Keir Giles, esperto di questioni riguardanti Russia ed Eurasia presso il Chatham House – The Royal Institute of International Affairs, commentando la recente bufera politica sollevata dalle dichiarazioni del Primo Ministro britannico a proposito del ruolo di Mosca nella scelta di lasciare l’Unione europea attraverso il referendum popolare del 2016.

“Intervenire su un tema tanto incendiario senza poggiare le proprie affermazioni su riscontri tangibili rischia di produrre l’effetto opposto a quello sperato, scivolando nell’approssimazione e finendo su un terreno scosceso in cui il confine tra propaganda e intelligence richiede il massimo rigore analitico”, aggiunge Giles. Le dichiarazioni di Burnham hanno di fatto generato uno scontento per entrambe le fazioni: da un lato il fronte pro-Brexit, che si sente additato come se il proprio sostegno all’uscita dall’Ue fosse stato telecomandato dalla disinformazione russa; dall’altro il fronte anti-Brexit, convinto che queste parole mettano in discussione la legittimità stessa del processo democratico.

“Il dossier sull’influenza del Cremlino nella vita pubblica del Regno Unito resta dopotutto un nervo scoperto mai del tutto cicatrizzato – spiega l’esperto di Chatham House -. Nel corso degli anni, inchieste parlamentari e valutazioni di sicurezza hanno documentato le manovre di disturbo e le campagne informative orchestrate da Mosca per esacerbare le fratture interne all’Occidente, ma la difficoltà di misurare l’impatto reale di tali attività sull’esito delle urne ha sempre imposto prudenza a diplomatici e analisti”.

Nemmeno le successive precisazioni arrivate dall’esecutivo nel corso delle ultime ore sono riuscite a frenare l’ondata di critiche trasversali, ossia che è pressoché certo che la Russia abbia tentato di compiere manovre di disturbo e disinformazione ma non vi è motivo di credere che tali tentativi abbiano avuto successo o che abbiano alterato l’esito della consultazione, rivelandosi un rimedio insufficiente rispetto all’eco mediatica generata dalla sortita iniziale. “Il chiarimento tardivo ha fatto ben poco per distendere la situazione. Al contrario, queste dichiarazioni hanno riaperto vecchie ferite di una battaglia politica aspra e divisiva sulla direzione futura del Paese”.

Nel giudizio dell’analista di Chatham House “quando le questioni di sicurezza nazionale e le complesse dinamiche della guerra ibrida vengono trascinate nel ring della polemica politica quotidiana senza pezze d’appoggio documentali, la trasparenza istituzionale passa in secondo piano. Il risultato finale non è una maggiore consapevolezza collettiva sui rischi di ingerenza esterna, ma un ritorno immediato alle trincee ideologiche che per anni hanno paralizzato il dibattito pubblico britannico”. (di Alessandro Allocca)

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