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Crisi Cdu in Germania, Marie-Sophie Christ chiede “risultati visibili” dopo la sconfitta storica

today21 Settembre 2026

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(Adnkronos)

Scritto da Giornale Radio

Nella Cdu/Csu occorre una “riflessione seria” sul da farsi, dopo che i cristianodemocratici sono rimasti fuori dal Parlamento statale del Meclemburgo-Pomerania Anteriore, un “punto di svolta storico”, perché mai prima d’ora il partito di centrodestra non era riuscito a conquistare nemmeno un seggio in una Camera statale. Non si può continuare con il “business as usual”, come se nulla fosse successo: l’azione di governo deve produrre risultati “reali” e “visibili”. Lo dice all’Adnkronos l’eurodeputata della Cdu Marie-Sophie Christ, una delle parlamentari più giovani dell’Aula di Strasburgo (ha 31 anni). Nel suo Land, il Baden-Wuerttemberg, è responsabile del suo partito per le questioni digitali.

Per Christ, la sconfitta non può essere attribuita solo al cancelliere Friedrich Merz: “Questi risultati – afferma – non possono essere ricondotti a un singolo individuo. Riflettono una più ampia perdita di fiducia nella capacità dei partiti consolidati, e in particolare della Cdu, di comprendere le preoccupazioni delle persone e risolvere i problemi del Paese. La leadership politica, tuttavia – aggiunge – ha una responsabilità particolare“.

“La gente ora – continua Christ – si aspetta una valutazione onesta, conseguenze chiare e risultati tangibili. Per la prima volta dalla sua fondazione, la Cdu non è riuscita a ottenere rappresentanza in un Parlamento statale tedesco. Questo da solo rende le elezioni di ieri un punto di svolta storico, che richiede una seria riflessione e che non può essere semplicemente seguito da un approccio di ‘business as usual’. I giorni in cui credevamo di dover semplicemente spiegare meglio le nostre politiche sono finiti. La fiducia tornerà solo se forniremo miglioramenti reali e visibili”.

‘Coalizione non è fine a se stessa, stabilità non sia stagnazione’

Secondo l’europarlamentare del Baden-Wuerttemberg, “una coalizione non è fine a se stessa. Il suo valore si misura dalla sua capacità di prendere decisioni, attuare riforme e fornire al Paese una chiara direzione. La stabilità rimane importante, ma la stabilità senza progressi visibili sarà, alla fine, percepita come stagnazione“.

Con questo governo, prosegue Christ, “la Germania ha avviato riforme che erano urgentemente necessarie. Queste devono ora produrre benefici tangibili, senza imporre ulteriori oneri a coloro che lavorano, che sostengono le loro famiglie e che finanziano il nostro Stato attraverso tasse e prelievi sempre più elevati. L’Spd, in particolare, deve ora prendere sul serio le preoccupazioni delle persone e mostrare la volontà di rispondere alla loro chiara richiesta di una politica migratoria più ferma e restrittiva, nonché di un significativo alleggerimento finanziario”.

La sostenibilità di una Grande Coalizione, continua Christ, “dipende non dal suo nome, ma dai suoi risultati. Solo se i compromessi non riusciranno a produrre miglioramenti visibili, questo modello raggiungerà i suoi limiti”.

‘Tracciare confini non basta, serve politica efficace’

Ieri, ricorda Christ, il voto nei due Laender “è stato un punto di svolta sotto due aspetti: l’AfD ha vinto nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore, mentre Die Linke è diventata per la prima volta il partito più forte a Berlino. Un partito con radici nella Sed (il partito comunista egemone nella Ddr, ndr), il cui regime costruì il Muro di Berlino, potrebbe ora esprimere il sindaco governatore della capitale”.

Il cordone sanitario stretto intorno all’AfD sembra essere risultato controproducente perché, contrariamente a quanto accaduto alle destre di Francia e Italia, non ha favorito un’evoluzione in senso più moderato del partito di estrema destra, che si è radicalizzato, ma non ha perso consensi.

Al contrario, ne ha guadagnati. “Strategicamente – osserva Christ – la Brandmauer (letteralmente, muro tagliafuoco, ndr) ha ristretto il margine di manovra della Cdu nei negoziati di coalizione in diversi modi. Politicamente, tuttavia, riflette una convinzione fondamentale: i principi cristiano-democratici devono essere difesi”.

E dunque, continua l’eurodeputata, “non può esserci cooperazione con gli estremismi politici, né di destra né di sinistra. Ma – nota – tracciare confini non può sostituire una politica efficace. Entrambe le frange politiche stanno guadagnando terreno, perché il centro democratico non offre più a un numero sufficiente di persone soluzioni convincenti ai problemi che devono affrontare”.

‘Risposta a estremismi è Stato funzionante e partiti democratici che decidano’

“Non riconquisteremo la loro fiducia – avverte Christ – concentrandoci unicamente sugli altri partiti. Confini chiari e politiche efficaci devono andare di pari passo. La risposta più forte agli estremismi politici è uno Stato funzionante e partiti democratici che riconoscano i problemi, prendano decisioni e forniscano risultati”.

Secondo Christ, ora la Cdu-Csu “deve riconoscere gli errori, parlare chiaramente dei problemi che stiamo affrontando, stabilire priorità chiare e fornire risultati. Non dobbiamo nasconderci dietro la necessità di trovare compromessi all’interno di una coalizione a livello federale. Le persone hanno bisogno di sperimentare miglioramenti concreti: un’economia più forte, una migrazione controllata, uno Stato funzionante e un reale sollievo per le famiglie e la classe media lavoratrice”.

“Per la Cdu – ragiona Christ – questo significa anche tradurre i suoi valori cristiani in azione politica e mettere al primo posto il benessere delle persone. Questo richiede decisioni difficili, ma anche una visione credibile e un piano chiaro. La fiducia non tornerà attraverso migliori spiegazioni. Tornerà – conclude – solo se dimostreremo di poter risolvere i problemi del Paese, preferibilmente attraverso la coalizione a livello federale”.

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