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Energia: Procaccini (FdI), ‘Ets anacronistico, va sospeso e rivisto’

today12 Marzo 2026

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(Adnkronos)

Scritto da Giornale Radio

Quello dei crediti Ets, sistema che “prezza” le emissioni di certe industrie per contribuire alla decarbonizzazione, “oggi è totalmente anacronistico, surreale e due volte dannoso“. Lo ha detto a “Voci dal Parlamento” dell’Adnkronos Nicola Procaccini, eurodeputato e responsabile energia e ambiente di Fratelli d’Italia e co-presidente del gruppo dei Conservatori (Ecr) all’Eurocamera, a margine dei lavori della plenaria. “Credo che vada sospeso e rivisto drasticamente”, aggiunge, riconoscendo che serva trovare un accordo tra i gruppi dell’Eurocamera e apprezzando la proposta del governo italiano di “rivederlo per quanto riguarda la determinazione del prezzo dell’energia, o almeno scomputarlo da quella determinazione: già questo sarebbe un compromesso, secondo me, più che dignitoso“.

Il sistema Ets richiede ai produttori di energia da fonti fossili ad acquistare dei permessi a pagamento per ogni tonnellata di CO2 emessa in atmosfera. Si tratta dunque di “una tassa su qualunque cosa venga prodotta in Europa“, sottolinea l’eurodeputato, e al contempo “costringe produttori europei ad acquistare crediti Ets dai loro concorrenti, che quindi possono invadere il mercato con un prezzo molto più basso, avendo un costo di produzione inferiore. Peraltro senza che l’ambiente ne benefici”, visto che l’Ue contribuisce a meno del 7% delle emissioni a livello globale, in continua salita nel resto del mondo: “al punto che abbiamo raggiunto quest’anno il picco di emissioni, grazie proprio a quei paesi che poi ci vendono i crediti Ets”.

Sottolineando che il sistema “nasce in un momento storico completamente diverso dall’attuale” ed è stato concepito da “ambientalisti radicali”, Procaccini precisa di non voler “buttare la croce” addosso a questi ultimi. Adesso, tuttavia, “è particolarmente doloroso”, sottolinea, perché il sistema “si è interamente mangiato” l’abbassamento del prezzo del gas prima dello scoppio del conflitto in Medio Oriente. “Quindi è veramente qualcosa che incide sulla carne viva delle famiglie e delle imprese europee, a cui bisogna assolutamente mettere mano e riformare nel modo più assoluto”.

‘Evidente poco coordinamento con Usa’

È “piuttosto evidente” che ci sia “davvero poco coordinamento” tra gli Usa e le capitali europee in merito al conflitto in corso in Iran e gli impatti sui prezzi dell’energia, rileva Procaccini. “Dopodiché credo anche che gli Stati Uniti abbiano una politica energetica molto decisa, che non guarda in faccia a nessuno. E credo che l’Unione europea invece sia preda dei propri vizi”, specie quello “di regolamentare tutto fino al parossismo, rendendo difficile produrre energia e dunque necessario acquistarla dall’estero”, aggiunge.

“Sappiamo che molto spesso le situazioni geopolitiche cambiano in maniera rapida e drastica. E questo è un problema, perché naturalmente è difficile prevedere tutto. Quindi ci sono alcune nazioni che, devo dire, con grandi capacità, come l’Italia, anche attraverso Eni ed Enel, sono riuscite a diversificare il proprio approvvigionamento energetico. Però significa vivere sempre con la famosa camicia gelata, sapendo che da un momento all’altro le cose possano cambiare e non si fa in tempo ad adeguare la propria politica energetica”.

‘Nodo è sovranità energetica, usare tutte fonti’

“Il nodo è la sovranità energetica. Alla fine, quello che veramente farà la differenza, e fa la differenza oggi, è la capacità degli Stati europei di produrre autonomamente energia senza essere impiccati all’energia che deve essere comprata dall’esterno“, prosegue Procaccini. “Per me la strada è rendersi quanto più possibili indipendenti energeticamente, e questo vuol dire approvvigionarsi da tutte le fonti disponibili e da tutte le tecnologie disponibili, compresa quella giustamente citata da Ursula von der Leyen e da Dan Jorgensen del nucleare da fissione”, aggiunge, riferendosi ai recenti commenti della presidente della Commissione europea e del commissario all’Energia.

Le proposte di questi ultimi per affrontare l’impennata dei prezzi dell’energia causata dalla guerra in Medio Oriente rientrando “nel campo dei buoni propositi, ma poi manca qualcosa di concreto: per esempio, l’ipotesi di disaccoppiare il prezzo del gas da quello delle altre fonti energetiche, proprio perché si tende a voler favorire la produzione rinnovabile”, evidenzia l’eurodeputato. “Giusto favorirla, ma credo che con un po’ di realismo si debba tenere in considerazione che a oggi abbiamo drammaticamente ancora bisogno di energia da fonti fossili“.

Definendosi favorevole all’incremento della generazione di energia rinnovabile, il responsabile energia di Fratelli d’Italia sottolinea che a livello nazionale esiste “un cortocircuito della sinistra ambientalista, specificatamente del Movimento 5 Stelle”, che in regioni importanti sul piano energetico quali la Sardegna “non rilasciano i permessi per la produzione di energia da fonti rinnovabili. Quindi da un lato non si vuole che venga prodotta energia da fonti fossili, dall’altro non si danno i permessi per produrre da fonti rinnovabili: io vorrei capire come possiamo sopravvivere. Evidentemente, nutrendoci di ideologia. E nessuno è mai sopravvissuto nutrendosi di ideologia”.

Scritto da: Giornale Radio

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