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Francia, Marine Le Pen condannata ma può ancora candidarsi alle presidenziali: attesa per la sua decisione

today7 Luglio 2026

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(Adnkronos)

Scritto da Giornale Radio

Dopo essere stata giudicata colpevole di appropriazione indebita di fondi pubblici in relazione agli incarichi fittizi di assistenti parlamentari europei in primo grado, Marine Le Pen è stata condannata anche in Appello. Ma la leader del Rassemblement National potrà ancora candidarsi alle presidenziali del 2027 se lo deciderà. I riflettori ora sono puntati sul telegiornale di Tf1 delle 20 dove molto probabilmente Le Pen annuncerà la sua decisione. Nel caso in cui la leader del Rn decidesse di gettare la spugna a correre per l’Eliseo ci sarebbe il presidente del partito di estrema destra Jordan Bardella. La Corte di Appello di Parigi oggi ha condannato Marine Le Pen ma ha ridotto la sua condanna – che in primo grado era di 4 anni di carcere di cui due con la sospensione condizionale della pena, ad una multa di 100 mila euro e a 5 anni di ineleggibilità con esecuzione provvisoria – portandola a 3 anni di reclusione di cui due con la sospensione condizionale della pena e 1 anno con il braccialetto elettronico a 45 mesi di ineleggibilità, di cui 30 con condizionale (i restanti 15 mesi sono già stati scontati) e sempre 100 mila euro di multa. Ora ci sono dieci giorni di tempo per un eventuale ricorso in Cassazione e nel caso in cui una delle parti decidesse di ricorrere probabilmente la Corte di Cassazione dovrà decidere entro gennaio 2027. Marine Le Pen dovrebbe rinunciare al ricorso in Cassazione, perché un ricorso sospenderebbe la sua pena e dunque allungherebbe i tempi già stretti in vista delle elezioni presidenziali fissate il 18 aprile e il 2 maggio. Ora bisognerà capire che deciderà la Procura.

Intanto Marine Le Pen che durante la lettura della sentenza è rimasta impassibile ha lasciato il palazzo di Giustizia senza rilasciare dichiarazioni dopo l’annuncio della sentenza. All’uscita dall’aula, riferiscono i media francesi, Rodolphe Bosselut, avvocato di Marine Le Pen, si è detto “parzialmente soddisfatto” di questa decisione in appello. “È un buon inizio”, ha affermato sottolineando che rispetto alla sentenza di primo grado c’è stato “un cambiamento significativo, in particolare per quanto riguarda la pena di ineleggibilità” ed è “un punto estremamente importante”: “Ora stiamo valutando la decisione nel suo complesso. Ne discuteremo questo pomeriggio e decideremo in un secondo momento sulle eventuali azioni da intraprendere a seguito di questa decisione”.

Immediate le reazioni politiche alla condanna di Le Pen. Il primo segretario del Partito socialista (Ps), Olivier Faure, sostiene che la leader di Rn non dovrebbe candidarsi alle presidenziali. “Quando si è candidati alla più alta carica presidenziale, bisogna essere in grado di dare l’esempio. E così non è “, sottolinea il leader socialista. Sulla stessa linea il segretario nazionale del Partito Comunista, Fabien Roussel: “Una condanna del genere, indipendentemente dalle modalità di esecuzione della pena, non può consentire di presentarsi davanti ai francesi”. L’ex esponente del partito di estrema sinistra La France Insoumise e deputato di Debout , Francois Ruffin si chiede “come ci si può immaginare una candidata alle elezioni presidenziali che fa campagna con un braccialetto elettronico ? È il segno distintivo del grado di corruzione della nazione”. Per la leader dei Verdi, Marine Tondelier Marine Le Pen ha beneficiato “di una grande clemenza” : “Oggi vorrei che riconoscesse di essere una persona privilegiata”.

Marine Le Pen ma non solo. La condanna per il partito Rassemblement National, erede del Front National, che era stato condannato in primo grado a 2 milioni di euro di multa (di cui 1 milione con la condizionale) e alla confisca di 1 milione di euro già sotto sequestro è stata confermata in appello. Oltre a Le Pen sono stati condannati oggi altri esponenti del Rn tra i quali il sindaco di Perpignan ed ex compagno di Marine Le Pen a 1 anno di carcere con la condizionale, 5.000 euro di multa, 2 anni di ineleggibilità con la condizionale; il deputato dell’Yonne e portavoce di Rn Julien Odoul a 8 mesi con la condizionale e 1 anno di ineleggibilità, l’eurodeputata Catherine Griset a 1 anno di carcere con la condizionale e 2 anni di ineleggibilità, il deputato dell’Eure Timothée Houssin a 1 anno di ineleggibilità con la condizionale, l’eurodeputato Nicolas Bay a 1 anno di carcere con la condizionale, 5 mila euro di multa e a 2 anni di ineleggibilità, l’ex deputato europeo tra il 1989 e il 2019 Bruno Gollnisch a 3 anni di carcere con la condizionale, 25 mila euro di multa e 3 anni di ineleggibilità, l’ex eurodeputato Fernand Le Rachinel a 2 anni di carcere con la condizionale e 15 mila euro di multa, l’ex tesoriere del Fn, Wallerand de Saint Just a 3 anni di carcere con la condizionale, 50 mila euro di multa e 1 anno di inelegibilità, l’ex contabile del Fn Nicolas Crochet con 3 nni di carcere, 70 mila euro di multa e 3 anni di ineleggibilità e Guillaume l’Huillier, ex direttore di gabinetto di Jean-Marie Le Pen a 1 anno di carcere e 2 anni di inegibilità con la condizionale. Altri tredici esponenti del partito di estrema destra avevano deciso di non fare appello.

Ora c’è da capire quello che deciderà la leader di Rn. La settimana scorsa Marine Le Pen aveva sostenuto che non era possibile fare campagna con il braccialetto elettronico. “Se potrò candidarmi, mi candiderò, a patto di poter fare campagna elettorale”, ha dichiarato spiegando che “quando si è candidati alla presidenza, si deve essere completamente liberi di muoversi” e che questo non è possibile se si indossa un braccialetto elettronico. “Se l’obiettivo è permettermi di candidarmi, ma in realtà impedirmi di fare campagna elettorale in completa libertà, capite che questo non sarà possibile”,aveva aggiunto.

L’altra incognita quindi riguarda il ricorso in Cassazione. Marine Le Pen ha già avvertito che non aspetterà un’eventuale decisione della Corte di Cassazione prima di decidere sulla sua candidatura. I giudici della Corte suprema hanno indicato che, qualora venissero investiti del caso, la loro decisione arriverebbe entro i primi di gennaio. Per Le Pen questa tempistica sarebbe troppo lunga per iniziare effettivamente la sua campagna elettorale, anche se la sua condanna venisse annullata in Cassazione. L’interesse di Marine Le Pen sarebbe dunque quello di ottenere che la sua condanna diventasse definitiva e venisse scontata il più rapidamente possibile. Potrebbe anche rinunciare al ricorso in Cassazione, perché un ricorso sospenderebbe la sua pena e dunque allungherebbe i tempi già stretti: sebbene il 7 luglio – con la sospensione – Le Pen diventerebbe nuovamente eleggibile, rischierebbe di perdere nuovamente l’eleggibilità a gennaio qualora il suo ricorso venisse respinto dalla Corte di Cassazione, proprio nel pieno della campagna elettorale presidenziale. Anche la procura può presentare ricorso alla Corte di Cassazione, il che sospenderebbe a sua volta la sentenza. Marine Le Pen potrebbe quindi dover attendere la scadenza del termine di dieci giorni concesso alle parti per sapere se la situazione si risolverà o meno.

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