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Lo Stretto di Hormuz è chiuso o no? La risposta ha un peso giuridico e legale

today5 Marzo 2026

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(Adnkronos)

Scritto da Giornale Radio

Ma lo Stretto di Hormuz è chiuso o è aperto? Pochi dubbi dal punto di vista sostanziale, perché le navi non lo possono attraversare e non lo stanno attraversando. Ma dal punto di vista formale la questione è aperta, soprattutto per ragioni giuridiche, legate a quello che resta del diritto internazionale, e legali per i possibili contenziosi con le assicurazioni.

E a questo aspetto è legato il rimpallo di responsabilità tra Iran e Stati Uniti. “L’affermazione che l’Iran ha chiuso lo Stretto di Hormuz è infondata e assurda”, dice la missione iraniana alle Nazioni Unite, che aggiunge il tassello più significativo: “L’Iran rimane fedele al diritto internazionale e alla libertà di navigazione”. Traduzione, non siamo noi a violare le leggi ma gli Stati Uniti che, con Israele, hanno lanciato l’attacco a Teheran. In realtà, sostengono gli iraniani, “sono gli Stati Uniti ad aver messo a repentaglio la sicurezza marittima. Proprio ieri, a circa 2.000 miglia dalle coste dell’Iran, la fregata iraniana Dena, in visita in India come ospite navale con 130 marinai a bordo, è stata colpita e affondata in acque internazionali da un sottomarino statunitense senza preavviso, con la morte di oltre 100 marinai. Questo attacco sconsiderato viola i principi fondamentali del diritto internazionale e della libertà di navigazione”.

Dall’altra parte, però, è stato messo un altro punto fermo. Il settore marittimo internazionale ha ufficialmente designato lo Stretto di Hormuz, il Golfo di Oman e il Golfo Persico come “aree di operazioni belliche“. La decisione è stata presa dopo una riunione tra sindacati e compagnie a livello mondiale. E c’è anche da ricordare che i Guardiani della rivoluzione iraniani hanno dichiarato di avere il “pieno controllo” dello stretto.

Che si tratti o meno di una chiusura formale, i fatti dicono che dal canale non si passa più. E che sono un migliaio le navi ferme tra Golfo Persico e Golfo di Oman. Uno dei problemi principali è quello che riguarda le assicurazioni, per una semplice domanda a cui è difficile dare risposta in questo momento: le navi sono coperte se si muovono in un’area di guerra? E’ presumibile che molto dipenda dai contratti stipulati ma è evidente che si sta parlando di un rischio troppo alto da correre per qualsiasi armatore.

Le rassicurazioni di Donald Trump, almeno in questa fase, servono a poco. La portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt in un post su X si è affrettata a far sapere che il presidente americano incaricherà la Marina degli Stati Uniti di “scortare le petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz” se necessario, ricordando di aver già annunciato che la United States Development Finance Corporation fornirà un’assicurazione contro i rischi politici, a un prezzo molto ragionevole, per le petroliere e le navi cargo che operano nel Golfo e nelle sue vicinanze”.

Da Hormuz, a prescindere dall’assuzione di responsabilità formale, non si passa. E le conseguenze, sia sul piano energetico sia su quello industriale, già sono evidenti, come dimostrano i prezzi del petrolio e del gas e anche quelli di altre materie prime, a partire dall’alluminio. (Di Fabio Insenga)

Scritto da: Giornale Radio

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