IL CORSIVO

46esimo anniversario della strage di Bologna. La verità è scritta nelle sentenze

today28 Luglio 2026

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Scritto da Daniele Biacchessi

A pochi giorni dal 46esimo anniversario della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980 (85 morti e 200 feriti) , i tentativi di riscrivere la storia dell’eccidio più grave avvenuto in Italia in tempo di pace sono ancora attuali, ma i fatti oggettivi sono stati provati e verificati in via definitiva dai tribunali. Quindi sulla bomba della stazione la verità esiste.

L’ultima sentenza

La Corte di Cassazione ha condannato all’ergastolo Paolo Bellini e ha messo la parola fine al processo sui mandanti. Un attentato di chiara marca fascista, così dicono tutte le sentenze emesse da vari tribunali nel corso di molti anni di indagini, in seguito a clamorosi depistaggi messi in campo da funzionari infedeli dello Stato. La Cassazione ha confermato la ricostruzione, insieme al verdetto anch’esso passato in giudicato su Gilberto Cavallini, sul filo nero che ha collegato l’eversione di destra, la Loggia massonica P2 e l’orrore della stazione di Bologna.

Il filo nero che lega tutti i processi

In particolare Paolo Bellini organizzò il trasporto dell’ordigno in una valigia contenente 25 chilogrammi di esplosivo tipo Compound B, poi collocata nella sala d’aspetto della stazione. L’elemento principale a carico di Bellini era un fotogramma di un filmino amatoriale, girato da un turista tedesco a Bologna la mattina del 2 agosto 1980, nel quale si vede un volto riconosciuto dall’ex moglie come quello dell’imputato.
Quello contro Bellini è un verdetto che contribuisce alla ricostruzione in termini più ampi di quella che fu una stagione di terrore e depistaggi. Bellini si “unisce” definitivamente ai Nar Valerio Fioravanti, Francesca Mambro e Luigi Ciavardini (condannati in via definitiva) e Gilberto Cavallini (condannato all’ergastolo), terroristi finanziati da Licio Gelli e coperti dai servizi segreti.

Le motivazioni dell’eccidio

La strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980 rientrava in una strategia eversiva di stampo neofascista mirata a destabilizzare l’assetto democratico del Paese. Bologna fu colpita perché era il crocevia della rete ferroviaria italiana ed era la città laboratorio sul piano politico. I giudici hanno evidenziato il ruolo di finanziamento e organizzazione da parte di poteri occulti (la P2 di Gelli) e di apparati di sicurezza (Ufficio Affari riservati del Ministero dell’Interno), per sviare le indagini e proteggere i terroristi neri. Questa è la verità che non può essere oggi messa in discussione.

In sintesi

  • La strage di Bologna viene ricordata nel suo 46º anniversario.
  • Le sentenze definitive hanno accertato responsabilità e ricostruito i fatti.
  • La commemorazione ribadisce il valore della memoria e della ricerca della verità.
  • Le istituzioni sottolineano che la verità giudiziaria è patrimonio della democrazia.

FAQ

Quale anniversario si celebra?
Il 46º anniversario della strage di Bologna, uno dei più gravi attentati della storia della Repubblica italiana.

Cosa significa che “la verità è scritta nelle sentenze”?
Significa che le decisioni definitive della magistratura hanno accertato responsabilità e ricostruito i fatti sulla base delle prove raccolte.

Scritto da: Daniele Biacchessi


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