IL CORSIVO

La Francia si trova nel crocevia tra ribellione urbana, deriva politica e crisi economica

today21 Ottobre 2026

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Scritto da Daniele Biacchessi

Dopo le rivolte del fine settimana, la Francia si trova ad affrontare un mix esplosivo di ribellione urbana, deriva politica e crisi economica. Le violenze del fine settimana hanno portato a circa 2.400 arresti, e sono seguite a settimane di proteste studentesche francesi, che denunciano scuole fatiscenti, carenza di insegnanti e scarse prospettive lavorative. Oltre 6.000 persone sono state arrestate durante le proteste studentesche iniziate all’inizio del semestre autunnale e più di 100 scuole sono state danneggiate. E non è ancora finita, visto che sabato 24 ottobre sono previste repliche con manifestazioni organizzate dai gilet gialli, dagli studenti e dai lavoratori, e a novembre, i sindacati hanno in programma uno sciopero generale.

La radicalizzazione della politica

La Francia si prepara ad affrontare un inverno di malcontento in vista delle elezioni presidenziali della prossima primavera. Macron ha condannato le violenze, ma non ha proposto soluzioni per affrontarle né ha suggerito come prendere l’iniziativa. Ha invece messo in guardia i politici dal rischio di sfruttare il caos a fini politici. La prima beneficiaria politica di questa situazione, è la candidata di estrema destra Marine Le Pen, in testa ai sondaggi, che soffia sul fuoco attribuendo la responsabilità delle violenze a delinquenti provenienti dalle banlieue francesi.

Il centro politico in Francia si è dissolto, permettendo al Rassemblement National e al partito di sinistra France Insoumise di Mélenchon di raccogliere il crescente malcontento pubblico, mentre i successivi primi ministri di Macron non sono riusciti a far approvare un bilancio dal Parlamento. L’attuale crisi ha polarizzato una società già profondamente divisa. Oltre allo shock e alla rabbia per i disordini del fine settimana, si respira un’aria di disfattismo. In un recente sondaggio Ipsos-BVA , l’85% degli intervistati ha affermato che la Francia è in declino e il 98% si è dichiarato insoddisfatto della situazione attuale del Paese. Chiunque governerà la Francia in futuro avrà margini di manovra sempre più ristretti, anche se riuscirà a formare una coalizione stabile.

Scritto da: Daniele Biacchessi


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