IL CORSIVO

La politica estera italiana dopo la sentenza Regeni e l’ultima inchiesta su Ustica

today30 Settembre 2026

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Scritto da Daniele Biacchessi

Chi determina la politica estera del Governo italiano. La domanda è legittima dopo la sentenza sulla morte del ricercatore Giulio Regeni, sulla cui inchiesta l’Egitto non ha mai collaborato, e in seguito alla disponibilità della Francia di fornire tutta la documentazione utile per proseguire le indagini sulla strage di Ustica del 27 giugno 1980. A pochi minuti dalla lettura del dispositivo di condanna di tre dei quattro uomini del National Security egisiziano, ritenuti responsabili di aver arrestato e torturato Regeni, il ministro degli Esteri Tajani ha affermato che non è stato “l’Egitto a essere condannato in quanto tale” e che “vedremo cosa succederà nel secondo e terzo grado”. Tajani si dice pure stupito per le polemiche.

I rapporti tra Italia ed Egitto

Le dichiarazioni di Tajani su Regeni arrivano a distanza di un mese dalla sua visita al Cairo per una visita istituzionale con tanto di photo opportunity con Al Sisi, oltre alle gaffe sul “rispetto del diritto internazionale ma fino ad un certo punto”, sul caso Almasri, il discorso sulla lunghezza delle gonne delle donne,e la battuta infelice in una iniziativa dell’Anm “colpirne uno per educarne cento”. Sul caso Regeni Tajani rischia di assolvere di fatto l’Egitto e di far compiere all’Italia un grave passo indietro nella ricerca della verità sulla morte di un nostro cittadino. Le posizioni del ministro degli Esteri sono condivise da Giorgia Meloni. A questo punto chiediamo se il nostro Governo ha intenzione di collaborare con chi sta ancora indagando sull’uccisione del ricercatore.

Scritto da: Daniele Biacchessi


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