Il Corsivo

Niente Roma Pride

today28 Maggio 2026

Sfondo
share close
Scritto da Ferruccio Bovio

Niente Pride, quindi, per le associazioni che rappresentano le comunità Lgbtqia ebraiche italiane ed europee. Il prossimo 20 giugno, la tradizionale sfilata romana dei carri che festeggiano l’inclusività sessuale, risulterà, infatti, un po’ meno inclusiva, almeno riguardo alla partecipazione del Keshet Italia: gruppo che si compone, appunto, di elementi di religione o, comunque, di cultura israelita, rei – secondo gli organizzatori del Roma Pride – di non “avere preso e non intendere prendere le distanze dal genocidio a Gaza”. A questa argomentazione, i membri del Keshet controbattono, sostenendo che, in realtà, l’unica vera loro colpa sarebbe quella di essere ebrei e parlano di un antisemitismo “mascherato da posizionamento politico che rimane, comunque, antisemitismo”.

Sulla questione è prontamente intervenuta l’ex parlamentare del PD, Anna Paola Concia, da sempre paladina dei diritti delle minoranze sessuali, la quale si è detta contrariata dinanzi a questo tipo di discriminazione, poiché – ha ricordato – “Il Roma Pride non è di proprietà di nessuno” ed era anzi “una manifestazione inclusiva che oggi discrimina perdendo la sua natura”. Ed in effetti, questa sorta di “esame di ammissione”, di controllo della correttezza politica o della verginità culturale che viene, ormai sempre più frequentemente, richiesto ai nostri connazionali ebrei ogni volta che desiderano fare o dire qualcosa, infastidisce notevolmente pure noi. Anche perché, francamente, ci pare che non venga applicato a nessun’altra categoria di cittadini italiani o stranieri presenti nel nostro Paese, ai quali non si chiede, infatti, mai di rendere conto di eventuali nefandezze commesse dai loro governi. Tra l’altro – a voler anche essere minimamente obbiettivi – chi si occupa di Roma Pride dovrebbe ben sapere che è proprio Israele l’unico Stato mediorientale in cui essere gay non è reato…

Insomma, se chi – come noi – è nato a Genova ed è stato regolarmente battezzato, decide di salire sul carro che rappresenta la Liguria, lo farà liberamente senza che a nessuno, prima di lasciarlo accomodare, venga in mente di domandargli cosa ne pensi di Gaza, di Flottiglia o di Hamas. Invece, nei confronti degli ebrei italiani – percepiti ancora, evidentemente, come un corpo estraneo al resto della società – si continuano a pretendere abiure e prove di lealtà, esattamente come succedeva ai tempi bui della caccia all’untore.

Scritto da: Ferruccio Bovio


GIORNALE RADIO

Giornale Radio, la radio libera di informare.

Notizie del giorno: notizie di cronaca, di politica,notizie dal mondo, notizie sportive, di economia, di salute e tecnologia. Notizie di oggi in radio streaming, in WEB TV e in podcast.

AD
AD
AD