IL CORSIVO

Primarie non del tutto chiare

today9 Ottobre 2026

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Scritto da Ferruccio Bovio

Non ci convince molto il fatto che la leadership della coalizione di centrosinistra debba scaturire non solo dalla partecipazione diretta dei militanti ai gazebo, ma anche da un meccanismo on line, aperto a chiunque intenda dire la sua, fors’anche animato da intenzioni non propriamente benevole nei confronti del Campo Largo.

Ma non ci stupiamo neanche troppo perché, in fondo, l’inizio di questo insidioso piano inclinato verso un degrado delegittimante di tale portata, ha avuto origine nel momento in cui, nel 2023, il PD accettò di aprire le sue primarie anche ai voti d’opinione dei non tesserati, consentendo loro di votare, magari persino contro gli interessi stessi del Partito Democratico. Ne venne fuori la segreteria di Elly Schlein, la quale, nei consensi tra gli iscritti, era stata, invece, preceduta da Stefano Bonaccini.

Questa volta però, tra non pochi esponenti del Partito, alberga il timore che il ricorso ad una modalità di scelta on line (che non escluda l’anonimato), finisca per aprire una sorta di autostrada alle interferenze di agenti informatici russi, in grado di indirizzare a proprio vantaggio l’esito di una consultazione che – tanto per usare un’espressione cara a Pina Picierno – potrebbe trasformare il Campo Largo in un “Campo Lavrov”.

D’altra parte, se andiamo a dare un’occhiata ai maggiori Paesi europei, notiamo che, in Germania, il Cremlino è già messo piuttosto bene con la AfD che, su scala nazionale, i sondaggi collocano intorno al 21% dei consensi elettorali. In Francia poi, con i gollisti e i macronisti in crisi, Putin sembra quasi avere l’imbarazzo della scelta tra il filorusso e antisemita Mélenchon e Marine Le Pen che, magari una volta insediata all’Eliseo tenderà pure a “melonizzarsi”, ma che, comunque, accettò nel 2017 un finanziamento di nove milioni di euro provenienti da Mosca. Fatto, questo, che permise a Macron di rinfacciarle di “parlare con il suo banchiere, ogni volta che parla con Putin”.

A mancare in un siffatto scenario favorevole al Cremlino è, dunque, almeno fino ad oggi, proprio il tassello riguardante il nostro Paese che, con il governo Meloni, non ha, infatti, mai smesso di far pervenire la sua concreta solidarietà all’Ucraina ed ai Paesi Baltici, per contrastare lo storico espansionismo russo.

E’ chiaro, quindi, che, stando così le cose, per chiunque voglia approfittarne, si creano spazi molto ampi di inserimento politico: basta, infatti, invocare – come fa sistematicamente Giuseppe Conte – una nuova politica estera e la fine del sostegno militare a Kiev ed il gioco è fatto…Ed ha un bell’accorgersi, soltanto ora, Elly Schlein che, in fondo, è proprio lei ad avere più voti popolari (e, quindi, reali) di tutti gli altri messi assieme. Solo che i voti che conteranno adesso saranno altri: ossia, quelli delle primarie, che designeranno il candidato presidente del Consiglio… Ed il terreno di “confronto”, per la segretaria “testardamente unitaria”, potrà riservare delle gran brutte sorprese, prestandosi così facilmente all’ingresso di influenze straniere a lei tutt’altro che favorevoli.

Scritto da: Ferruccio Bovio


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