IL CORSIVO

Legge elettorale. Oggi il voto finale della Camera a scrutinio segreto

today8 Ottobre 2026

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Scritto da Daniele Biacchessi

La nuova legge elettorale della maggioranza affronta l’ultimo ostacolo con il voto a scrutinio segreto, dove il Governo teme la frangia di franchi tiratori. Ieri, la Camera ha dato il via libera con 228 sì, 144 no e 3 astenuti alla fiducia sull’articolo 3 della proposta di riforma che modifica i confini territoriali dei collegi uninominali senatoriali della Provincia autonoma di Bolzano. Poi con 214 si e nessun voto contrario, e a scrutinio palese, è stato approvato anche l’articolo 8 sull’esercizio del diritto di voto da parte degli elettori fuori sede in occasione delle elezioni politiche ed europee e dei referendum previsti dagli articoli 75 e 138 della costituzione.

Il voto finale e i franchi tiratori

Il clima che si respira a Montecitorio resta condizionato dalla possibilità che franchi tiratori all’interno della maggioranza possano determinare la bocciatura della riforma, come accaduto lo scorso luglio con il voto sulle preferenze avvenuta proprio a scrutinio segreto. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è stata chiara con i deputati della maggioranza: se la legge viene affossata, si va subito alle urne. E resta da affrontare ancora il nodo elettorale. Primavera o autunno 2027? Election day con le amministrative o scadenza naturale della legislatura? Fratelli d’Italia propende per il voto anticipato, Lega, Forza Italia e Noi moderati vorrebbero invece arrivare a fine legislatura.

Sulla legge elettorale incombono decine di ricorsi annunciati dai costituzionalisti

I ricorsi da parte della Rete che riunisce organizzazioni, associazioni, comitati di costituzionalisti, giornalisti, avvocati e cittadini dovrebbero essere presentati in una trentina di Tribunali civili italiani. Saranno depositati appena la legge entrerà in vigore, quindici giorni dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. I firmatari chiedono l’accertamento di una lesione del diritto di voto legato alla riforma. I tribunali dovrebbero adottare un procedimento semplificato con cui si prevede che il giudice possa fissare l’udienza dopo 40 giorni per ascoltare le ragioni del ricorso. “L’obiettivo è che la pronuncia della Corte arrivi nei tempi utili per le elezioni”, ha annunciato il coordinatore della Rete contro la riforma della legge elettorale Roberto Zaccaria.

Scritto da: Daniele Biacchessi


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