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A cura di Ferruccio Bovio
Vanno molto male tutte le principali Borse mondiali, dopo che in presidente americano, Donald Trump, ha annunciato le nuova tariffe doganali che gli Stati Uniti intendono imporre sui beni importati dai Paesi esteri. Come è ormai noto, Washington ha previsto dazi del 20% da applicare sui beni di produzione europea, del 24% su quelli che provengono dal Giappone, del 54% su quelli che arrivano dalla Cina e del 25% su tutte le auto costruite al di fuori degli States. La risposta dei mercati non si è, quindi, fatta attendere, con le Borse asiatiche che, già in mattinata, avevano chiuso in forte calo: Hong Kong con un -1,75% e Tokyo con un – 2,73%. Stesso andamento anche per i listini europei che hanno fatto tutti segnare dei risultati negativi: dal – 2,7% di Francoforte ai – 3,3% sia di Milano, che di Parigi. Ma a fare peggio è stata proprio Wall Street, dove l’indice Dow Jones ha lasciato sul campo il 3,6%, mentre quello tecnologico (e cioè, il Nasadaq) è addirittura crollato del 5%.
Evidentemente, la conferma di una politica tariffaria aggressiva da parte dell’Amministrazione Trump ha condizionato pesantemente, in senso pessimistico, gli umori degli investitori internazionali che, adesso, temono la crisi degli scambi commerciali, con conseguenze al tempo stesso sia inflattive, che recessive (stagflazione). Intanto, la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, parlando alla CNN, ha detto che quella di Trump è semplicemente “una politica di buon senso” e che i Paesi che ora chiedono di negoziare sulle barriere doganali, in realtà, se avessero voluto farlo realmente, non avrebbero dovuto aspettare che fossero trascorsi 70 anni. Invece, ha poi aggiunto, hanno saputo solamente “truffare i lavoratori americani”. Infine, rispondendo a chi le chiedeva se esistesse ancora qualche possibilità di un ripensamento su questi nuovi dazi da parte di Trump, la Leavitt ha precisato che “il presidente ha chiarito che questa non è una negoziazione. Questa è un’emergenza nazionale”. E anche il vice presidente, JD Vance, ha definito “necessaria” questa politica doganale, vista l’esigenza della Casa Bianca di “raddrizzare gli squilibri commerciali”, anche se – ha poi aggiunto – “ci vorrà del tempo per vedere i suoi effetti positivi”.
Credits Foto: IPA Agency
4 Aprile 2025
Scritto da: Redazione
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