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Approvata definitivamente alla Camera la riforma della Legge elettorale

today9 Ottobre 2026

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Scritto da Ferruccio Bovio

È stata definitivamente approvata, con 227 a favore e e 164 contrari la riforma della legge elettorale. La maggioranza di Governo ha accolto l’esito della votazione a scrutinio segreto con un lungo applauso, mentre, tra i banchi delle opposizioni, sventolavano vari cartelli riportanti slogan come “NO all’Imbroglio”, “legge Truffa”, “Con Meloni Gasolio a 3 euro”, “Con Meloni – sanità e + armi”.
Un successo che la premier Meloni ha commentato su X, scrivendo “A chi sperava di vedere il centrodestra diviso, oggi rispondiamo con i fatti: siamo uniti, compatti e determinati a portare avanti gli impegni presi con i cittadini. Avanti così”.

Il cosiddetto “Stabilicum” è la quarta legge elettorale ad essere emanata negli ultimi vent’anni. Adotta un sistema proporzionale corretto con un premio di maggioranza che scatta al raggiungimento della soglia del 42%, da cui dipendono gli equilibri finali: vittoria netta o sostanziale pareggio. Il premio, nel caso in cui venga raggiunto, garantisce una solida maggioranza, consistente in 70 seggi alla Camera ed il altri 35 al Senato. Invece, se una formazione arriva prima alla Camera e un’altra vince al Senato, il premio non scatta.

Lo stesso vale anche nell’ipotesi in cui una coalizione raggiunga il 42% dei consensi soltanto in uno dei due rami del Parlamento: si manterrebbe, quindi, il sistema proporzionale puro e la questione della maggioranza dovrebbe essere risolta in Parlamento, attraverso la ricerca di intese da raggiungersi attraverso procedimenti analoghi a quelli che caratterizzavano gli anni della Prima Repubblica.
Tra gli altri punti più qualificanti, figurano poi la parziale reintroduzione delle preferenze, con i capilista che restano bloccati, mentre le quote di genere non si applicano ai capilista: ossia, ai candidati con maggiori possibilità di essere eletti.

Infine, c’è poi anche l’indicazione obbligatoria del candidato alla Presidenza del Consiglio, anche se il nome non comparirà sulla scheda e l’indicazione stessa non sarà vincolante, né inciderà sulle prerogative del presidente della Repubblica.

Scritto da: Ferruccio Bovio


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