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Brusca sulle stragi di mafia: volevamo dare la colpa alla sinistra per fare un favore a Berlusconi

today10 Settembre 2026

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Scritto da Daniele Biacchessi

L’ex boss di Cosa Nostra Giovanni Brusca, ora collaboratore di giustizia, è stato sentito come testimone su richiesta del pm Leopoldo De Gregorio, che indaga sui rapporti tra la mafia siciliana e il mondo politico negli anni Novanta. L’oggetto dell’indagine riguarda la stagione delle stragi di mafia del 1992 e 193, e Brusca, di quella di Capaci dove morirono il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli uomini della scorta, fu l’uomo che schiacciò il pulsante del telecomando che innestò l’esplosivo. A distanza di 34 anni Brusca offre la sua verità.

Le nuove accuse di Brusca

“Le stragi dovevano essere usate come strumento politico, come se fossero suggeriti dalla sinistra, così da agevolare Berlusconi, in modo che potessero orientare la sua entrata in politica”, dice il pentito. Secondo quanto riferisce Brusca, dopo le stragi mafiose di inizio anni Novanta, l’organizzazione avrebbe valutato di utilizzare quegli attentati come leva politica, cercando di aiutare la discesa in campo di Berlusconi, avvenuta poi nel 1994 con la nascita di Forza Italia. Il collaboratore racconta di discussioni in tal senso avute con Leoluca Bagarella proprio in quel periodo. Per arrivare a Berlusconi, spiega Brusca, sarebbe stato contattato da Vittorio Mangano, «per dargli l’incarico», secondo una scelta che il testimone attribuisce a Stefano Bontade.

“Mangano poi ci fece sapere che aveva avuto un contatto, che lo aveva fatto sapere a Berlusconi o tramite Dell’Utri o altri canali, e ci riportò che Berlusconi aveva ringraziato e che quanto prima ci avrebbe dato una mano. In un secondo momento, gli mandammo anche una minaccia velata, qualora l’aiuto non fosse arrivato, avremmo messo altre bombe per metterlo politicamente in difficoltà”, sostiene Brusca. Il processo, che punta a chiarire l’ipotesi di un presunto “patto stragista”, proseguirà il 20 settembre con l’udienza in cui è attesa la deposizione di Giuseppe Graviano.

Scritto da: Daniele Biacchessi


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