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Clamoroso furto a Messina: sottratti due capolavori del celebre artista rinascimentale

today17 Agosto 2026

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Scritto da Ferruccio Bovio

Clamoroso furto al MuMe, il Museo regionale di Messina, dove la sera di Ferragosto sono state rubate due opere di Antonello da Messina. I ladri si sono introdotti nelle sale del Museo aggirando i sistemi di allarme e di protezione delle opere e portando via, inizialmente, quattro lavori del Maestro siciliano, due dei quali sono poi stati abbandonati e successivamente rinvenuti. Più in dettaglio, il furto riguarda il “Polittico di San Gregorio” (tre tavole su cinque) e la “Tavoletta Bifronte”, prelevata dalla teca blindata. 

A darne ufficialmente la notizia è stata la Direzione del Museo, anche se l’allarme era  scattato intorno alle ore 21, quando la telefonata di un cittadino al 112 aveva segnalato la presenza di alcune tavole abbandonate sul viale Annunziata, nelle immediate vicinanze della struttura espositiva.  Da quel momento, hanno avuto inizio le indagini della Polizia di Stato, dalle quali è emerso che, per penetrare nel giardino del Museo, i malviventi sarebbero passati attraverso le grate della recinzione  che sporgono, appunto, sul viale Annunziata: infatti, due delle sbarre in ferro sono state trovate piegate in una misura tale da  consentire il passaggio di una persona. Dopo di che, i ladri, forzando una porta laterale, avrebbero raggiunto l’interno dell’edificio e sarebbero pure riusciti ad eludere le misure di sicurezza. 

Le due opere sottratte MuMe costituiscono autentici capolavori del Rinascimento italiano: e si tratta del “Polittico  di San Gregorio” (del 1473) e della “Tavoletta Bifronte” (dipinta tra il 1465 ed il 1470). Il primo è considerato uno dei picchi più alti della pittura rinascimentale per la solennità compositiva e per i richiami alla scuola fiamminga. La seconda (raffigurante la Madonna e Cristo in pietà) è un’opera di dimensioni contenute che, a suo tempo, era stata  concepita per la devozione e per il culto privato. In particolare, nonostante il formato ridotto, il dipinto esprime, comunque, pienamente tutta la maestria artistica di Antonello e viene oggi considerato come un punto di riferimento essenziale per gli studi sulla sua produzione giovanile.

Scritto da: Ferruccio Bovio


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