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Commissione covid: Conte respinge le accuse e contrattacca

today7 Agosto 2026

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Scritto da Ferruccio Bovio

Giuseppe Conte, dinanzi alla Commissione parlamentare sulla gestione del covid, difende il modello seguito dall’Italia nella gestione della pandemia e respinge gli attacchi della maggioranza alle scelte operate, dal suo Governo, durante l’emergenza sanitaria. Tuttavia, l’ex premier non si limita a sostenere le proprie argomentazioni, ma passa pure al contrattacco, presentando in audizione un documento da lui stesso depositato presso la Procura della Repubblica, nel quale si parla di una transazione da 100 milioni di euro riconosciuta dallo Stato alla JC Electronics: ossia, ad una società che è stata, recentemente, oggetto di alcune indiscrezioni, soprattutto in relazione ad una presunta partita di mascherine che sarebbero state prive di efficacia filtrante.

Conte si è detto meravigliato del fatto che la Presidenza del Consiglio ed il ministero della Salute avessero sottoscritto una transazione da 100 milioni di euro. Una decisione che, a questo punto, il leader pentastellato invita a verificare fino in fondo, per accertare se veramente “siano stati pagati 100 milioni di euro per mascherine che non corrispondevano alle caratteristiche richieste. E stiamo parlando di 100 milioni di soldi pubblici”. Conte ha tirato, quindi, fuori il suo “asso nella manica” dopo una lunga arringa, nel corso della quale ha rivendicato il fatto che “l’Italia è stata un modello a livello internazionale” nella gestione della pandemia, essendosi trovato l’Esecutivo di allora a dover assumere decisioni delicatissime, in uno scenario “senza precedenti e sulla base delle conoscenze scientifiche disponibili in quel momento”.

Il suo è, dunque, un messaggio indirizzato soprattutto all’attuale maggioranza di Governo, che oggi, proprio servendosi della Commissione Covid, continua ancora a contestare le scelte compiute tra il 2020 e il 2021. Ed a questo proposito, l’uomo che guidò il Paese in quello sciagurato biennio, non accetta nemmeno che qualcuno possa descrivere la sua posizione come se fosse condizionata da un atteggiamento di paura: tipico cioè di chi deve nascondere qualcosa, poiché – a suo avviso – chi ha veramente paura lo si è, invece, visto il giorno prima in Parlamento, quando si sono protetti gli amici di partito, negando la disponibilità di determinate chat telefoniche. D’altra parte – ha poi concluso – “questa Commissione è stata concepita, ormai è chiaro, come un plotone di esecuzione nei miei confronti, e al contempo anche come una gabbia di protezione verso gli esponenti dei propri partiti”.

Scritto da: Ferruccio Bovio


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