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Via libera del Senato alla legge elettorale. Le opposizioni protestano con cartelli “no alla legge truffa”

today16 Settembre 2026

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Scritto da Daniele Biacchessi

Il Senato ha approvato la riforma della legge elettorale tra le proteste delle opposizioni. Alla fine il risultato è 113 voti a favore, 71 contrari e 2 astenuti. Lunedì Palazzo Madama aveva concluso l’esame di tutti gli emendamenti e ordini del giorno al testo e ieri è arrivato il via libera finale al testo che dovrà poi tornare alla Camera per la conferma delle modifiche introdotte, dalle preferenze alle firme. “No alla legge truffa”, c’è scritto sui cartelli esposti in aula dai senatori delle opposizioni poco prima del voto.

Le questioni rimaste aperte

Il provvedimento ha aumentato il numero di firme da raccogliere per i partiti che non siedono in Parlamento, salite con l’emendamento Zedda (FdI) a 6000 per collegio (e non più 1.500 come con la legge in vigore). Era già stato approvato nei giorni scorsi l’emendamento di FdI che elimina la cosiddetta norma “anti-cespugli” ma che al tempo stesso ha elevato appunto da 1.500 a 6.000 le firme da raccogliere per collegio per tutti i partiti che non sono ora presenti in Parlamento come il Progetto civico di Alessandro Onorato e tutte le altre formazioni che stanno lavorando intorno alla coalizione di centrosinistra . Con l’ok all’articolo 5 è stata approvata una norma transitoria che esonera dalla raccolta firme i partiti presenti in Parlamento al 31 dicembre 2025 con un proprio gruppo in almeno uno dei due rami e un’altra norma sul voto Estero che esonera dalla raccolta firme chi ha attualmente almeno un eletto in Parlamento.

Il rischio di incostituzionalità

Le opposizioni giudicano il provvedimento incostituzionale, e c’è chi, come il presidente del M5s Giuseppe Conte, invoca l’intervento del presidente della Repubblica. “Avete previsto che il 42% possa far scattare un premio fino a 70 deputati e 35 senatori, ma che idea di democrazia è? ” sostiene il capogruppo del Pd, Francesco Boccia. “Pensiamo che la destra abbia costretto il Parlamento a discutere di legge elettorale non perché c’è un’esigenza di stabilità, ma perché ha paura di perdere”, afferma Matteo Renzi di Italia Viva. Vota no alla riforma elettorale anche Azione. “Questa legge mira a perpetuare uno scontro continuo e costante che in questo paese bisognerebbe chiudere mandando in soffitta il bipolarismo”, dichiara Carlo Calenda.

Scritto da: Daniele Biacchessi


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