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Gad Lerner: “Non ho difficoltà a dichiararmi sionista”

today3 Giugno 2026

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Dalla polemica su Erri De Luca al “carnaio” dei treni regionali, Gad Lerner rivendica le radici della sinistra sionista e attacca il Ministro Salvini: “Venga a vedere come viaggiano i cittadini”.

In un intervento durante la trasmissione “Domenica Specialmente”, condotta da Lapo De Carlo, Maurizio Mannoni e Antonella Zangaro, in onda tutte le domeniche dalle 10 alle 12, Gad Lerner ha scosso il dibattito politico e identitario della sinistra italiana. Il giornalista e scrittore, intervenuto in collegamento telefonico da un convoglio ferroviario, ha affrontato con nettezza i temi della crisi mediorientale, del diritto all’esistenza di Israele e del degrado dei trasporti pubblici.

Io, sionista per onestà intellettuale

Lerner prende le difese sulla posizione di Erri De Luca, recentemente criticato per essersi dichiarato sionista. Lerner rilancia con forza: “Non ho difficoltà per onestà intellettuale a dichiararmi sionista”. Una rivendicazione che affonda le radici nella sua biografia: “Io sono nato in Libano, i miei genitori sono nati in quella che oggi è Israele. All’epoca era sotto il mandato britannico di Palestina”.
Lerner ha poi richiamato la memoria storica di una parte della politica italiana spesso dimenticata: “Secondo voi non è esistita in Italia una sinistra sionista? Una sinistra ammiratrice di Israele dentro alle file del Partito Socialista, del Partito Comunista?”. Ha ricordato come la nascita dello Stato d’Israele, nel 1948, sia avvenuta “su deliberazione delle Nazioni Unite e quindi nell’ambito pieno del Diritto internazionale”. Una posizione, la sua, che nasce dal dramma del 7 ottobre, vissuto come uno shock che ha travolto la “certezza dei propri confini di Israele”.

L’attacco a Salvini: “Sui treni regionali c’è il carnaio”

L’intervista è diventata anche una cronaca in diretta del disagio dei pendolari. Lerner, a bordo di un treno regionale, ha descritto una situazione limite: “Vorrei potervi mostrare il carnaio perché è un treno di quelli locali. Siamo accalcati uno sull’altro”. Con ironia amara, ha parlato di un “egualitarismo in seconda classe” dettato dalla necessità, dove il sovraffollamento annulla ogni distinzione.
Il bersaglio politico è diventato immediatamente il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti: “Ma secondo voi, Matteo Salvini una volta sola durante il suo mandato di ministro si è occupato dei treni?”. Lerner ha poi lanciato un invito provocatorio: “Se potete, invitatelo su questo mio treno. Sarebbe bellissimo se lui fosse tra noi in questo momento”.

I cavalli in fuga e il “ripudio della guerra”

Infine, Lerner ha commentato l’episodio dei cavalli fuggiti a Roma durante le prove per la parata del 2 giugno, leggendovi un messaggio che va oltre la cronaca: “Quei cavalli in qualche modo sono un simpatico simbolo di rivolta all’idea che la Repubblica si festeggi con una parata militare”.
Citando la Carta Costituzionale, il giornalista ha ricordato che l’Italia “ha scritto subito che ripudia la guerra”. Una scelta lessicale, quella del verbo “ripudiare”, che Lerner considera fondamentale per una nazione che ha una storia segnata da troppi conflitti: “Lo ha dovuto scrivere quel verbo, ‘ripudia’, perché ne aveva dichiarate tante l’Italia di guerra nella sua breve storia”.

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