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Sentenza Ponte Morandi, l’ira di Egle Possetti: “Situazione critica ignorata dagli anni 90”

today17 Luglio 2026

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Sentenza Ponte Morandi, l’ira di Egle Possetti: “Situazione critica ignorata dagli anni 90”

Il tribunale di Genova ha emesso una sentenza storica per il crollo del viadotto Polcevera, condannando a 12 anni di carcere Giovanni Castellucci, ex amministratore delegato di Autostrade per l’Italia. Il maxi processo, nato dal disastro del 14 agosto 2018 in cui persero la vita 43 persone, si è chiuso con 32 condanne che coinvolgono i vertici di Autostrade, Spea e del Ministero delle Infrastrutture. Di questa svolta giudiziaria si è parlato durante Il Timone delle 20 con Francesco Massardo, in onda su Giornale Radio, dove Egle Possetti ha ribadito che quella tragedia non può essere considerata una fatalità.

Un primo verdetto per la strage di Genova

Per il comitato dei familiari delle vittime, la sentenza rappresenta un primo importante riconoscimento delle responsabilità emerse nel corso del processo. Non si tratta soltanto delle pene inflitte, ma dell’accertamento che il crollo non fu il risultato di un evento imprevedibile, bensì la conseguenza di una lunga serie di omissioni e carenze nella gestione dell’infrastruttura.

Una colpa che affonda le radici nel passato

Secondo Egle Possetti, la decisione dei giudici conferma ciò che i familiari sostenevano fin dall’inizio. «Questo ponte non è caduto per effetti strani, bombe, terremoti, c’è stata una colpa, ci sono state delle responsabilità, qualcuno non ha fatto quello che avrebbe dovuto». La presidente del comitato ricorda inoltre che «le condanne partono fin dalle posizioni di responsabilità degli anni 90, perché fin dagli anni 90 questo ponte aveva una situazione critica che è stata ignorata». Per Possetti, quindi, le responsabilità si estendono lungo un arco temporale di oltre vent’anni.

Il fallimento dello Stato e la rete dei controlli

La sentenza coinvolge non solo la concessionaria e la società incaricata della manutenzione, ma anche chi avrebbe dovuto esercitare i controlli pubblici. Possetti sottolinea come «c’era una parte di Stato che avrebbe dovuto controllare cosa facevano le società in concessione e non è stata fatta». Per i familiari delle vittime, il procedimento ha evidenziato un sistema di vigilanza che non ha funzionato, consentendo che una situazione critica proseguisse per anni senza adeguati interventi.

Il peso delle responsabilità manageriali

Uno dei principi che emerge dal verdetto riguarda il ruolo dei dirigenti apicali. Secondo Possetti, chi ricopre incarichi di vertice non può limitarsi a delegare ai propri collaboratori. «Quando un posto di vertice ha delle responsabilità non può delegare ai suoi sottoposti, ai suoi collaboratori senza più occuparsene. Deve dare le direttive, deve gestire». La presidente del comitato ricorda inoltre che alle grandi responsabilità corrispondono anche grandi doveri, sottolineando come la sicurezza non possa mai essere subordinata ad altri interessi.

Genova non dimentica

Per la città il processo rappresenta soltanto una tappa di un percorso ancora lungo. Possetti racconta la vicinanza ricevuta all’uscita dal tribunale: «Mentre stavamo uscendo dal tribunale delle persone ci hanno fermato, ci hanno abbracciato, ci hanno detto andate avanti così». Un gesto che, secondo la presidente del comitato, testimonia come la ferita del Ponte Morandi sia ancora profondamente aperta. «Le persone che hanno avuto paura perché su quel ponte loro passavano ogni giorno, non possono dimenticarsi di quello che tante persone negli anni, nei decenni hanno rischiato».

In sintesi

  • Giovanni Castellucci è stato condannato a 12 anni di carcere per il crollo del Ponte Morandi.
  • Il tribunale ha emesso 32 condanne, coinvolgendo Autostrade per l’Italia, Spea e funzionari del Ministero.
  • Secondo Egle Possetti, la situazione critica del ponte era nota fin dagli anni ’90 ma sarebbe stata ignorata.
  • La sentenza ribadisce che i manager hanno responsabilità dirette e non possono limitarsi a delegare la gestione della sicurezza.

FAQ

Chi sono i principali condannati per la strage del Ponte Morandi?

Il principale condannato è Giovanni Castellucci, ex amministratore delegato di Autostrade per l’Italia, insieme ad altri 31 imputati tra dirigenti e funzionari pubblici.

Qual è l’accusa principale rivolta allo Stato?

Secondo quanto emerso nel processo, gli organi di controllo avrebbero omesso le necessarie verifiche sulle società concessionarie incaricate della gestione e della manutenzione del viadotto.

 


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