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“I treni in ritardo sono diventati la normalità”: Barbara Molinario sui treni e la trappola dei rimborsi negati

today9 Luglio 2026

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“I treni in ritardo sono diventati la normalità”: Barbara Molinario sui treni e la trappola dei rimborsi negati

I disservizi ferroviari in Italia non possono più essere considerati episodi isolati o eccezionali, ma una costante che logora la vita dei cittadini. Barbara Molinario, Segretaria Generale di Consumerismo No Profit, descrive una realtà dove l’inefficienza è ormai strutturale e accettata con rassegnazione.

Il ritardo di 5 minuti è diventato quasi la normalità, siamo purtroppo abituati e questo ha un impatto diretto non solo sulla vita dei viaggiatori, ma anche sulla competitività del nostro Paese”, denuncia l’esperta.

Non si tratta solo di un disagio per la mobilità, ma di un vero problema economico che fa saltare appuntamenti di lavoro, coincidenze e opportunità di business. Di questa crisi e delle necessarie tutele per i passeggeri si è discusso durante la trasmissione Next Economy con Manuela Donghi, in onda su Giornale Radio.

Il trasporto pubblico deve diventare un affare di Stato

La gestione dei passeggeri in un periodo di grandi ammodernamenti della rete, come quello previsto per l’estate 2026, richiede un cambio di rotta radicale nelle responsabilità istituzionali.

Secondo l’associazione, affidare la tutela dei consumatori esclusivamente alla gestione privata delle singole compagnie ferroviarie è una strategia fallimentare.

Quello che chiediamo noi come Consumerismo è che intervenga lo Stato, che non si lascino le singole compagnie a gestire i consumatori privatamente, ma che diventi un affare di Stato”, afferma con forza Molinario.

Un Paese moderno non deve essere valutato solo per la qualità delle sue infrastrutture, ma per la capacità di proteggere chi le utilizza ogni giorno.

La mancanza di comunicazione tempestiva e di alternative realmente efficienti rappresenta una violazione dei diritti essenziali dei cittadini.

La beffa dei rimborsi e l’ostacolo dei 60 minuti

Uno dei punti più critici sollevati da Consumerismo riguarda le attuali regole sugli indennizzi, che appaiono distanti dalle reali necessità di chi viaggia.

Oggi è necessario che il ritardo superi l’ora perché scattino le prime forme di tutela, una soglia che Molinario ritiene inaccettabile per la vita quotidiana.

Bisogna arrivare a 60 minuti per cominciare a pensare di avere un rimborso e sono tantissimi, sballano la giornata”, sottolinea la Segretaria Generale.

La normativa attuale prevede un indennizzo del 25% del prezzo del biglietto per ritardi tra i 60 e i 119 minuti, mentre si arriva al 50% solo oltre le due ore.

Esiste una pressione costante delle compagnie per non superare certi standard proprio per evitare i rimborsi, ma per un professionista o un genitore anche trenta minuti possono essere decisivi per l’organizzazione giornaliera.

Alternative inefficienti e consigli pratici per i viaggiatori

Quando il servizio ferroviario fallisce, le soluzioni di ripiego offerte dalle compagnie si rivelano spesso inadeguate o addirittura peggiorative.

Le alternative mancano perché le alternative si equiparano alla mancata erogazione del servizio stesso”, dichiara Molinario, riferendosi a bus sostitutivi che mancano di standard minimi di velocità e comfort.

Per non farsi trovare impreparati, l’esperta suggerisce una strategia di difesa basata sulla documentazione digitale.

Il primo consiglio è conservare sempre il biglietto e fare screenshot degli avvisi ricevuti o delle app delle compagnie ferroviarie”, spiega l’esperta.

In caso di ritardi superiori ai 100 minuti senza alternative valide, il viaggiatore può organizzarsi autonomamente e richiedere il rimborso delle spese ragionevoli documentate per raggiungere la destinazione finale.

L’impegno di Consumerismo e la speranza nelle regole europee

Nonostante la situazione attuale veda i consumatori ancora troppo poco tutelati, l’associazione continua a premere sulle autorità per un cambio di modello che riduca l’impatto dei disagi sui cittadini.

Barbara Molinario invita chiunque subisca soprusi a inviare segnalazioni formali attraverso il sito dell’associazione.

Noi prendiamo queste segnalazioni e le trasformiamo in segnalazioni alle autorità di riferimento per risolvere i problemi a monte”, chiarisce la Segretaria.

La speranza è riposta anche nel recepimento delle nuove regole della Comunità Europea, che dovrebbero garantire comunicazioni più trasparenti e tutele più solide.

Fino ad allora, la battaglia di Consumerismo prosegue affinché il viaggio in treno torni a essere un’esperienza vantaggiosa e sicura, e non una scommessa quotidiana contro l’orologio.

In sintesi

  • Ritardi normalizzati: i ritardi ferroviari, anche minimi, sono diventati una costante che danneggia la vita dei cittadini e la produttività economica del Paese.
  • Intervento dello Stato: Consumerismo chiede un ruolo diretto delle istituzioni nella gestione delle tutele dei viaggiatori.
  • Soglia dei 60 minuti: le attuali regole sui rimborsi sono considerate insufficienti perché non compensano il danno reale subito dai passeggeri.
  • Documentare tutto: è essenziale conservare biglietti, avvisi e screenshot per poter esercitare il diritto all’indennizzo.

FAQ

Cosa spetta al passeggero se il treno ritarda più di un’ora?

Il viaggiatore può avere diritto a scegliere tra il rimborso del biglietto, rinunciando al viaggio, o il proseguimento con un itinerario alternativo. In caso di ritardo tra 60 e 119 minuti è previsto un indennizzo pari al 25% del prezzo del biglietto.

Posso chiedere il rimborso se prendo un taxi o un altro mezzo privato?

Sì, se dopo 100 minuti la compagnia non offre soluzioni adeguate, il viaggiatore può organizzarsi autonomamente e chiedere il rimborso delle spese documentate, purché siano ragionevoli.

Perché Consumerismo chiede l’intervento dello Stato?

Perché, secondo Barbara Molinario, la gestione dei disservizi non può essere lasciata solo alle singole compagnie ferroviarie: la tutela dei passeggeri deve diventare una questione di interesse pubblico.

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