L'opinione

Dodici anni sul soglio di Pietro

today13 Marzo 2025

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Scritto da Ferruccio Bovio

A cura di Ferruccio Bovio

Oggi, in una stanza del Gemelli di Roma, il cardinale Mario Bergoglio può festeggiare i primi dodici anni del suo pontificato: e si tratta di un traguardo che, probabilmente, è andato ben là di quanto egli stesso potesse immaginare, visto che, rilasciando un’intervista non troppo tempo dopo la sua elezione al soglio di Pietro, aveva previsto che la sua permanenza ai vertici della Chiesa non sarebbe durata oltre un quinquennio. Il suo stato di salute sembra adesso meno allarmante rispetto a qualche giorno fa e la gente incomincia a chiedersi se e quando papa Francesco tornerà in Vaticano, lasciandosi alle spalle la faticosa esperienza dell’Ospedale romano per ricominciare, invece, ad occuparsi, direttamente ed in prima persona, di un altro ospedale: e cioè, quello “da campo”, rappresentato, secondo una sua stessa definizione, dalla Chiesa cattolica nel mondo contemporaneo.

E in effetti, non sono stati certo periodi storici di ordinaria amministrazione quelli che hanno segnato la guida ecclesiale del papa argentino, con il simultaneo presentarsi di problemi di portata globale, come le guerre, i cambiamenti climatici, la penuria delle risorse energetiche, le epidemie, le migrazioni e le sfide introdotte dalle nuove tecnologie. Ed a questo proposito, noi speriamo davvero di poterlo presto rivedere all’opera (magari in occasione della Pasqua ormai imminente per la benedizione Urbi et Orbi), anche se non possiamo nasconderci che questo dodicesimo anniversario bergogliano si celebra in un clima che, per forza di cose, lascia pure spazio ai timori ed alle riflessioni di chi lo percepisce come un momento di transizione che avviene tra un papato ormai sul viale del tramonto ed un altro prossimo venturo.

Sappiamo che, nella scrivania del Segretario di Stato vaticano, cardinale Pietro Parolin, esiste una lettera di dimissioni destinata a divenire operativa nel caso in cui “il pontefice non potesse esercitare definitivamente il suo Ministero”: fermo restando che, comunque, nella Chiesa, è il papa a detenere la pienezza dei poteri ed è, pertanto, il solo a poter decidere in merito ad una sua eventuale cessazione. E’ un’ opzione che verrà mai esercitata? Voi, amici ascoltatori, quali previsioni vi sentite di fare? Pensate che, nell’immediato futuro della cristianità cattolica, stia per affacciarsi, nuovamente, la figura di un altro papa ”emerito”?

Credits Foto: Agenzia Fotogramma

13 Marzo 2025

Scritto da: Ferruccio Bovio

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