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Sale la tensione sociale dopo le manifestazioni degli studenti e gli scontri con le forze dell’ordine

today19 Ottobre 2026

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Scritto da Daniele Biacchessi

La tensione sociale è alle stelle dopo le manifestazioni degli studenti e gli scontri con le forze dell’ordine. A Milano, per due giorni, sono avvenuti gli episodi più gravi. Sabato svariate ore di guerriglia urbana hanno sconvolto piazza del Duomo:il bilancio parla di undicimila manifestanti, 28 arresti, 43 denunciati, 141 feriti tra le forze dell’ordine, distruzione di vetrine, auto, moto, banche, negozi. Stessi episodi, ma di minore entità, avvengono a Bologna, vicino alla stazione, nel centro di Torino, a Bergamo e Brescia. A Milano, anche domenica pomeriggio, duemila persone in gruppi organizzati hanno attaccato la polizia con petardi, saccheggiati numerosi negozi in via Torino: sessanta persone fermate, utilizzati idranti e gas lacrimogeni.

Le reazioni dei sindaci

“Vorrei che fosse chiaro che la mia richiesta di maggiori forze di Polizia in campo non ha intenti polemici ma è dettata dalla conoscenza della città. Preciso che ho dato istruzioni affinché la Polizia Locale, nel rispetto delle regole di gestione della sicurezza, faccia la sua parte fino in fondo, a sostegno delle forze di Polizia dello Stato”, sostiene il sindaco di Milano Beppe Sala. I nove primi cittadini del centrosinistra di Roma, Milano, Genova, Torino, Bari, Cagliari, Bologna, Firenze e Napoli, condannano le violenze, e si appellano all’esecutivo dopo gli scontri in piazza: “Il carovita fa soffrire i cittadini”.

Le reazioni del Governo

Centrodestra e centrosinistra deplorano i gravi scontri di Milano, Bologna e Torino, ma da punti di vista differenti. Giorgia Meloni convoca il comitato per l’ordine pubblico. “Ho grande rispetto per le migliaia di persone che hanno manifestato pacificamente, anche partecipando alla mobilitazione indetta dalla Cgil che ha visto anche la partecipazione dei leader della sinistra. Qualunque siano le idee, la partecipazione è alla base di qualunque sana democrazia” dice la premier che punta il dito sui violenti. “Teppisti che sfruttano le manifestazioni per seminare il caos e tengono in ostaggio intere città. Manifestare è un diritto. Mettere a ferro e fuoco le nostre città no”, sostiene Meloni che accusa il centrosinistra di ambiguità. “Rinnovo la mia richiesta alle opposizioni: non siano ambigue su questo. Condannino queste violenze, un appello chiaro affinché ogni mobilitazione sia pacifica. Il rifiuto deve essere unanime. Ogni reticenza diventa giustificazione. Il silenzio non è accettabile”, conclude la presidente del Consiglio.

Le reazioni dell’opposizione

Elly Schlein insiste. “Meloni deve smettere di criminalizzare il dissenso”. Non sfugge alla segretaria del Pd che la premier abbia evitato strategicamente di attaccare cortei, studenti e sindacati: il punto è prestare attenzione a “chi protesta per il carovita, il caro energia, per il caro carburanti e cominciare a dare risposte agli italiani anziché incolparli”. Anche il leader di Italia viva, Matteo Renzi, condanna la violenza.”Chi devasta e colpisce i carabinieri non è un giovane rivoluzionario ma un delinquente. Chi butta bombe carte in piazza del Duomo a Milano non è contro il Governo: è contro le istituzioni. Noi sappiamo benissimo da che parte stare: contro i violenti, ora e sempre”. Per M5S interviene il vicepresidente Ettore Licheri. “Chi manifesta in modo pacifico avrà sempre il nostro supporto, ma chi utilizza la violenza è sempre dalla parte del torto, e va condannato e isolato”. E puntualizza. “È chiaro che ora assistiamo a strumentalizzazioni politiche”.

Scritto da: Daniele Biacchessi


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