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Il Corsivo
today21 Marzo 2025
A cura di Daniele Biacchessi
Alla fine, le conclusioni sull’Ucraina sono adottate dal Consiglio europeo con il sostegno di 26 paesi, senza il consenso dell’Ungheria di Orban. L’Italia si allinea nella sostanza a tutti gli altri stati membri dell’Unione e firma senza discutere il documento finale. L’unico punto che ha sottolineato Giorgia Meloni a Ursula von der Leyen è la partecipazione del capitale privato, attraverso il modello InvestEu, e l’avvio di strumenti europei comuni che non pesino direttamente sul debito degli Stati. L’Europa si attende ora un accordo di pace globale, che rispetti l’indipendenza, la sovranità e l’integrità territoriale dell’Ucraina, accompagnato da credibili garanzie di sicurezza per l’Ucraina, al fine di scoraggiare future aggressioni russe. L’Unione europea è pronta a contribuire alle garanzie di sicurezza, in particolare sostenendo la capacità dell’Ucraina di difendersi efficacemente, sulla base delle rispettive competenze e capacità, in linea con il diritto internazionale. Un sostegno a Kiev che gli europei definiscono incrollabile.
Le conclusioni del documento del Consiglio europeo sono arrivate dopo un lungo braccio di ferro con l’Alto rappresentante Ue Kaja Kallas che ha ceduto su un punto scoperto che rischiava di far saltare l’intero accordo. Kallas ha infatti rimosso il principio della proporzionalità dei contributi al suo piano di aiuti militari a Kiev, ora rimodulato a 5 miliardi di euro e dedicato alla munizioni di artiglieria, rispetto all’economia dei Paesi partecipanti, benché su base volontaria.
Credits Foto: IPA Agency
21 Marzo 2025
Scritto da: Daniele Biacchessi
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