La sfilata della triade nucleare e il debutto della forza congiunta Un elemento piuttosto interessante della parata di Pechino è stata la presentazione — in prima visione pubblica — della triade nucleare cinese, ovvero i sistemi di deterrenza strategica via terra, via mare e via aria. Per la prima volta, la Cina ha mostrato in una parata congiunta la sua potenza aerospaziale (missili aerei a lungo raggio come il JingLei-1), la componente sottomarina con il JuLang-3 (missili lanciati da sommergibili) e quella terrestre con il DongFeng-31 / DongFeng-61 su veicoli su strada. Questa esposizione simbolica serve non solo come vetrina tecnologica, ma come monito implicito: la Cina è in grado di difendere la propria sovranità su tre fronti, inclusi quelli più moderni e complessi (sottomarini, armi a impatto ipersonico, difesa anti‐drone). Il realismo militare Le modalità di presentazione favoriscono insieme un tono cerimoniale e realismo militare: non si tratta più solo di carri armati in colonna, ma di formazioni combinate (cyber, droni, guerra elettronica) che riflettono le riforme della struttura militare cinese. Lo stesso rapporto tra le varie branche mostra un’evoluzione verso la “jointness operativa“, ovvero la capacità di integrare più forze armate in un’unica strategia sinergica. Ciò che risulta significativo è la coreografia della parata: oltre a presentare sistemi d’arma avanzati, fanfare, saluti cerimoniali, il lancio di colombe (simbolo di pace) e la musica patriottica sono studiati per evocare una narrativa di “forza responsabile”. In pratica, la manifestazione serve una duplice funzione: da un lato rassicurare sul fronte interno, rafforzando il senso di orgoglio nazionale; dall’altro inviare un segnale esterno che la modernizzazione militare non è pura ostentazione, ma deterrenza tecnologicamente avanzata, calibrata e integrata.
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