Il punto della settimana

Le parole di Davos

today25 Gennaio 2026

Sfondo
share close
Scritto da Giornale Radio

A cura di Ferruccio Bovio

Confessiamo di avere incontrato, come al solito, non poche difficoltà nel seguire il filo logico che ha ispirato Donald Trump nel discorso tenuto dinanzi alla platea di Davos. Dalla ormai tradizionale (e davvero fastidiosa) insistenza auto celebrativa, alla strafottenza con cui viene trattato chiunque osi obiettare qualche cosa – dare dello stupido in diretta mondiale a chi governa la Banca Centrale del proprio Paese ci pare proprio un fatto incredibile – un messaggio piuttosto chiaro ci sembra, comunque, di averlo recepito. Il presidente americano è apparso, infatti, molto sincero nel momento in cui, facendosi finalmente serio, ci ha spiegato che “Potete dire sì e saremo molto riconoscenti. Oppure potete dire no, e ce ne ricorderemo”. Queste parole che – non dimentichiamolo – erano rivolte non a degli acerrimi nemici, ma agli storici alleati della NATO, ci hanno confermato – se mai ve ne fosse ancora stato bisogno – quale sia la concezione del potere che guida oggi le scelte della Casa Bianca… Notiamo, infatti, che, rispetto anche ad un recentissimo passato, non si fa neppure più finta di agire nel rispetto di un interesse strategico comune: no, non c’è più alcuno spazio per negoziati e confronti costruttivi, perché i giochi sono profondamente cambiati e, di conseguenza, l’unica regola che adesso vale è quella che pretende fedeltà ed appiattimento assoluti al cospetto di questa specie di imitazione (venuta male) del Marchese del Grillo, il quale – come forse ricorderete – considerava se stesso in un certo modo e tutti gli altri meno di un “c”…
L’Occidente liberale ha dato vita, nel corso dei secoli, ad un sistema fondato sul presupposto che il potere derivi dal consenso e non dalla prevaricazione e che debbano, comunque, sempre sussistere anche dei limiti procedurali – i cosiddetti “pesi e contrappesi” – in grado di limitare qualsiasi pretesa di tipo egemonico. Questo sistema, venutosi a trovare a contatto – specialmente col nuovo Millennio e nell’Unione europea – con problemi di natura economica ed ambientale che ingenuamente erano stati sottovalutati dalle nostre élite liberal democratiche, ha purtroppo cominciato a denotare sintomi di inefficienza e di inadeguatezza burocratica. Sintomi tali da poter creare un terreno fertile per chi certi vincoli istituzionali e morali è abituato, da sempre, ad ignorarli e a disprezzarli: quasi fossero intralci anacronistici che si oppongono alla vitalistica volontà di agire e di prevalere dell’autocrate di turno. E così che il povero Jerome Powell – oltre agli insulti quasi quotidiani – si trova ora in procinto di dover pagare persino a livello penale la sua indisponibilità ad assecondare quella gestione dei tassi di interesse che tanto sarebbe piaciuta al bizzoso e vendicativo tycoon.
Il dopo Davos ci consegna, dunque, un’America che non discute, ma che esige. Trump non si pone, infatti, il problema di rispettare norme che gli risultano sgradite, perché effettivamente, per lui, è molto più agevole bypassarle, dichiarandole inutili e antiquate…e se a qualcuno la cosa non piace, deve farsene una ragione…
Temiamo fortemente l’avvento di un nuovo ordine mondiale in cui il diritto internazionale sarà soppiantato dalla legge del “raffa raffa”, in cui “se voglio la Groenlandia me la prendo e basta” ed in cui “il Donbass e mio perché lo dico io”…D’altra parte, anche fenomeni come la crescita dell’astensionismo elettorale sembrano riflettere la stanchezza e l’incertezza di una società che non ha più voglia di affrontare situazioni complesse, ma chiede invece, essenzialmente, delle semplificazioni, mostrandosi pronta a delegare l’onere di decidere anche al primo che capita, purché le faccia credere di saperlo fare meglio di chiunque altro.

Foto di World Economic Forum, CC BY-SA 2.0

25 Gennaio 2026

Scritto da: Giornale Radio

Commenti post (0)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati con *


GIORNALE RADIO

Giornale Radio, la radio libera di informare.

Notizie del giorno: notizie di cronaca, di politica,notizie dal mondo, notizie sportive, di economia, di salute e tecnologia. Notizie di oggi in radio streaming, in WEB TV e in podcast.

AD
AD
AD