Economia

Più dialogo con il Fisco, meno sanzioni: al via l’adempimento collaborativo per le PMI

today9 Febbraio 2026

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(Adnkronos)

Scritto da Giornale Radio

Prevenire è meglio che curare, anche per evitare sanzioni: è questo il principio alla base dell’adempimento collaborativo fondato sul dialogo tra Fisco e imprese che adottano un efficace sistema integrato di rilevazione, misurazione, gestione e controllo del rischio fiscale.

Questa possibilità, un tempo riservata solo ad aziende con grandi volumi di fatturato (almeno 500 milioni di euro nel 2026 e 2027), diventa percorribile anche per le PMI.

Si tratta di un patto di fiducia basato su garanzie certificate per l’Amministrazione finanziaria che elimina, in presenza di specifiche condizioni, le sanzioni amministrative e penali per i soggetti che aderiscono.

Durante i lavori di riforma fiscale alla revisione dell’adempimento collaborativo è stato dedicato il decreto n. 221 del 2023 che ha previsto una progressiva riduzione della soglia di accesso e l’apertura del regime opzionale anche alle piccole e medie imprese.

E il modello e le istruzioni per attivare il canale di comunicazione, approvate dall’Agenzia delle Entrate con il provvedimento del 3 febbraio, rendono concrete le novità messe in campo con la riforma fiscale.

Via le sanzioni con l’adempimento collaborativo: le istruzioni per le PMI

Per avviare il dialogo col Fisco, le PMI interessate devono trasmettere la domanda di accesso all’adempimento collaborativo via Pec alla Direzione centrale Grandi contribuenti e internazionale (dc.acc.cooperative@pec.agenziaentrate.it).

La richiesta deve essere corredata da tutta la documentazione prevista dal decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 9 luglio scorso:

  • documento descrittivo dell’attività svolta dall’impresa;
  • strategia fiscale regolarmente approvata dagli organi di gestione in data anteriore all’esercizio dell’opzione;
  • documento descrittivo del sistema di rilevazione, misurazione, gestione e controllo del rischio fiscale adottato e delle sue modalità di funzionamento;
  • mappa dei processi aziendali;
  • mappa dei rischi fiscali, anche in relazione alla mappatura di quelli derivanti dai principi contabili, individuati dal sistema di controllo del rischio fiscale dal momento della sua implementazione e dei controlli previsti;
  • certificazione del sistema di rilevazione, misurazione, gestione e controllo del rischio fiscale.

L’Agenzia delle Entrate entro 120 giorni dalla trasmissione dell’istanza comunicherà l’esito alle imprese.

Più dialogo con il Fisco, meno sanzioni per le PMI: vantaggi e obblighi dell’adempimento collaborativo

La procedura per entrare nel perimetro della cooperative compliance può essere avviata solo dopo aver adottato e certificato un efficace sistema integrato di rilevazione, misurazione, gestione e controllo del rischio fiscale (TCF) che deve essere coerente con le linee guida delle Entrate.

Alle piccole e medie imprese che aderiscono all’adempimento collaborativo non si applicano le sanzioni amministrative e penali per le violazioni tributarie relative a rischi di natura fiscale, a patto che siano stati comunicati all’Agenzia delle Entrate con un’istanza di interpello.

Avere adottato un comportamento coerente con quello indicato nell’interpello stesso e non aver agito in maniera fraudolenta o simulatoria sono le due condizioni necessarie per poter beneficiare dello scudo legato alla cooperative compliance per le PMI.

Dopo l’accesso, la permanenza nel regime opzionale dura due periodi d’imposta ed è irrevocabile. Alla scadenza, si rinnova automaticamente, ma è possibile comunicare la revoca con lo stesso modello previsto per l’opzione.

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