L'apertura di Giornale Radio

Distrutto dalle fiamme il teatro Sannazaro di Napoli. Per gli inquirenti è un incendio colposo

today18 Febbraio 2026

Sfondo
share close
Scritto da Daniele Biacchessi

Un enorme incendio è divampato a Napoli, a Chiaia, e ha bruciato integralmente il teatro Sannazaro, un pezzo di storia della città.

Il fuoco ha invaso in poco tempo l’edificio, ha raggiunto e distrutto la cupola che è crollata sulla platea. Il rogo è stato domato dopo ore di interventi guidati dal comandante provinciale dei vigili del fuoco di Napoli, Giuseppe Paduano. Si stimano danni per 70 milioni di euro, in seguito ai primi rilievi tecnici. “Non ci abbandonate”, dicono Lara Sansone e Salvatore Vanorio, i proprietari del teatro, dopo il sopralluogo del sottosegretario alla Cultura Gianmarco Mazzi, del sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, dell’assessore regionale alla Cultura Onofrio Cutaia e del prefetto di Napoli, Michele di Bari.

Le indagini

La Procura ipotizza al momento il reato di incendio colposo a carico di ignoti. Il fascicolo è stato affidato al sostituto procuratore Mario Canale. La scintilla potrebbe essere partita da un corto circuito e la presenza di materiale altamente infiammabile ha alimentato il rogo. La prima telefonata è arrivata al 113: “Correte, brucia tutto”. Sul posto sono giunti la polizia e cinque squadre dei vigili del fuoco.

Le reazioni

La piccola grande bomboniera di Napoli tornerà splendida com’era prima“, ha dichiarato il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli. “Il rogo del teatro Sannazaro ci addolora e lascia sgomenti. Un pezzo della storia e dell’identità di Napoli che brucia è una ferita per tutti”, ha detto il presidente della Regione Campania, Roberto Fico. “Siamo pronti a sostenere in qualsiasi modalità concreta insieme alla Regione la rinascita del Teatro Sannazaro: non li lasceremo soli. E ci stiamo adoperando per le famiglie evacuate nelle vicinanze”, annuncia il sindaco Gaetano Manfredi.

La storia del teatro

Il Teatro Sannazaro, soprannominato la “bomboniera di via Chiaia”, è uno dei simboli della tradizione teatrale napoletana. Fu inaugurato il 26 dicembre 1847 dal duca di Marigliano, Giulio Mastrilli, nel chiostro della chiesa di Sant’Orsola. Nel 1888 fu il primo teatro di Napoli a dotarsi di illuminazione elettrica. Nel 1889 ospitò la prima assoluta di ‘Na Santarella di Eduardo Scarpetta, che qui concluse anche la sua carriera con ‘O miedeco d’ ‘e pazze.

Sul suo palco si sono esibiti artisti leggendari come Eleonora Duse e i fratelli De Filippo, che proprio qui iniziarono a muovere i primi passi verso il successo negli anni ’30. La rinascita avvenne negli anni ’60 grazie a Nino Veglia e soprattutto a Luisa Conte, che restaurarono la sala e la riaprirono nel 1971 con Annella di Portacapuana. Dopo la morte di Luisa Conte, la gestione è passata alla nipote Lara Sansone e a Mario Sansone, mantenendo viva la tradizione del Café Chantant e della commedia napoletana.

Incendio del Teatro Sannazaro: ruolo nella vita collettiva di Napoli

Il Teatro Sannazaro era un luogo di incontro, di confronto e di rappresentazione sociale per generazioni di napoletani. Nei secoli, e specialmente a partire dalla Belle Époque, il teatro divenne un punto di riferimento per la definizione di una cultura urbana che sapeva coniugare tradizione e modernità. In quegli anni, la scena napoletana non era isolata ma viveva un fermento artistico che comprendeva opera lirica, canzone, varietà e café-chantant, con il Sannazaro crocevia di queste forme espressive. In tale contesto, il teatro contribuiva ad armonizzare linguaggi diversi, dalla cultura “alta” alla cultura popolare, permettendo al pubblico di riconoscersi e ritrovarsi nelle storie, nei personaggi e nelle commedie messe in scena.

Il rapporto tra il Sannazaro e la città si esprimeva anche nel modo in cui lo spazio teatrale rifletteva e modellava i valori collettivi. Assistere a uno spettacolo non era soltanto un’esperienza estetica, ma un atto di socializzazione: il pubblico napoletano partecipava in modo attivo, con reazioni, commenti e una familiarità che trascendeva la semplice fruizione artistica, consolidando relazioni e contribuendo alla formazione di una comunità condivisa attorno alle stagioni teatrali.

Negli ultimi decenni, sotto la guida artistica di Lara Sansone e Salvatore Vanorio, il Sannazaro ha incarnato questa eredità culturale trasformandola in un centro di produzione teatrale contemporaneo, radicato nella tradizione ma aperto all’innovazione. Oltre alle commedie classiche napoletane, la programmazione includeva spettacoli musicali, danza e performance che richiamavano pubblici diversi, giovani e meno giovani, contribuendo a mantenere viva una tradizione teatrale che rischiava altrimenti di diventare un semplice museo di sé stessa.

La sua funzione sociale si manifestava anche in un’attenzione costante al tessuto cittadino: il teatro organizzava iniziative correlate alla storia del teatro napoletano, come mostre, presentazioni di libri e momenti di riflessione sulla cultura locale, contribuendo così non solo alla vita artistica ma anche al turismo culturale e all’educazione civica.

Scritto da: Daniele Biacchessi


GIORNALE RADIO

Giornale Radio, la radio libera di informare.

Notizie del giorno: notizie di cronaca, di politica,notizie dal mondo, notizie sportive, di economia, di salute e tecnologia. Notizie di oggi in radio streaming, in WEB TV e in podcast.

AD
AD
AD