Economia

Energia, FareAmbiente: “Rinnovabili e nucleare insieme per sicurezza energetica e decarbonizzazione”

today12 Marzo 2026

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(Adnkronos)

Scritto da Giornale Radio

La transizione energetica e la lotta al cambiamento climatico richiedono un mix energetico capace di integrare fonti rinnovabili e nucleare civile. È la posizione espressa da Vincenzo Pepe, presidente di FareAmbiente, commentando le indicazioni emerse dal recente vertice mondiale sull’energia che si è tenuto a Parigi.

Dal summit internazionale, osserva l’associazione ambientalista, è emersa con chiarezza la necessità di rivedere alcune scelte compiute negli ultimi decenni. Solo combinando rinnovabili e nucleare civile, sostiene Pepe, è possibile garantire sicurezza energetica, efficienza economica e una reale riduzione delle emissioni.

In Europa, ricorda, la progressiva riduzione del nucleare ha inciso profondamente sul sistema energetico. All’inizio degli anni Novanta circa un terzo dell’elettricità europea proveniva da questa fonte, mentre oggi la quota è scesa intorno al 15%. Una scelta che, secondo FareAmbiente, si è rivelata un errore strategico, perché il nucleare resta una fonte affidabile, stabile e a basse emissioni, fondamentale per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione.

L’organizzazione ambientalista sostiene da oltre quindici anni la necessità di investire nel cosiddetto nucleare sostenibile. Fin dalla sua nascita, ricorda Pepe, l’associazione ha indicato la ricerca in questo campo come uno degli strumenti per rafforzare la sicurezza energetica del Paese e allo stesso tempo tutelare l’ambiente e la qualità della vita.

Una posizione portata avanti spesso in un clima di forte contrapposizione ideologica. Parlare di nucleare, sottolinea il presidente di FareAmbiente, ha significato per anni esporsi a critiche molto dure. Oggi però il dibattito internazionale sembra muoversi proprio nella direzione indicata da tempo da chi sostiene un approccio più pragmatico alla transizione energetica.

In questo quadro il rilancio del nucleare viene considerato anche una possibile opportunità per l’Italia. La nascita di Nuclitalia, la società pubblica che coinvolge Enel, Leonardo e Ansaldo Energia, potrebbe rappresentare un passaggio importante per riportare il Paese nel settore dell’energia nucleare.

L’Italia, osserva Pepe, è stata tra i pionieri delle tecnologie nucleari e dispone ancora di competenze industriali e scientifiche che potrebbero consentirle di tornare a svolgere un ruolo di primo piano, soprattutto nello sviluppo dei reattori di nuova generazione e dei piccoli reattori modulari.

Proprio gli Smr, secondo FareAmbiente, potrebbero accelerare il ritorno del nucleare civile. Questi impianti possono essere costruiti in tempi relativamente brevi — anche cinque o sei anni — e potrebbero consentire già entro il 2030 di avviare nuova produzione di energia nucleare.

La sfida climatica, conclude Pepe, richiede decisioni rapide e scelte tecnologiche pragmatiche. Per decarbonizzare davvero l’economia globale sarà necessario triplicare la produzione nucleare mondiale entro il 2050. Più rinnovabili e più nucleare civile, secondo FareAmbiente, significano maggiore sicurezza energetica, maggiore efficienza e una risposta più efficace al cambiamento climatico.

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