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Carburanti, taglio delle accise fino al 30 aprile

today2 Aprile 2026

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Scritto da Daniele Biacchessi

Carburanti: il ministero dell’Economia è al lavoro sullo sconto da 24,4 centesimi al litro sulle accise di benzina e gasolio. Il nuovo decreto arriva domani, in consiglio dei ministri venerdì, ed è destinato ad allungare il taglio fino al 30 aprile. Del resto non era difficile prevedere che il calendario della misura sarebbe stato flessibile, allargandosi oltre ai 20 giorni decisi con il primo provvedimento, in scadenza il 7 aprile.

La lievitazione del prezzo dei carburanti

La media del prezzo dei carburanti alla pompa della scorsa settimana, riportata dal ministero dell’Ambiente, ha visto la benzina attestarsi a 1,733 euro al litro, e il gasolio arrivare a 2,032 euro. Nel confronto con la rilevazione del 2 marzo, relativa quindi all’ultima settimana prima dell’attacco di Usa e Israele all’Iran, si tratta di 6 centesimi al litro in più per la verde e di 31 centesimi aggiuntivi per il gasolio.

Accanto al ministero dell’Ambiente, anche quello delle Imprese e del Made in Italy pubblica un osservatorio sui prezzi aggiornato quotidianamente e che permette di confrontare i listini di mercoledì con quelli del 19 marzo, ultimo giorno prima del debutto effettivo dello sconto statale. Rispetto a quel giorno, la benzina in media è costata 13 centesimi in meno al litro, mentre nel gasolio la differenza non arriva a 6 centesimi.

Al ministero dell’Economia si cercano 500-600 milioni

Il ministro Giorgetti cerca 500-600 milioni per adeguare il decreto bollette. La misura in vigore terminerà tra una settimana, ma palazzo Chigi vuole intervenire prima. Venerdì, quattro giorni prima della deadline, con una riunione del Consiglio dei ministri da dedicare proprio alle norme contro il caro energia generato dalla guerra in Medio Oriente.

In mezzo c’è Pasqua, ma le ragioni che spingono Giorgia Meloni a prolungare l’intervento il prima possibile non sono legate alle festività. Piuttosto – spiegano fonti dell’esecutivo – alla volontà di lanciare un messaggio rassicurante ai cittadini.

Taglio accise come misura emergenziale

Intervenire sul prezzo finale dei carburanti attraverso una riduzione fiscale consente infatti di attenuare temporaneamente l’impatto sui consumatori, ma non incide sulle cause profonde dell’aumento, legate alla volatilità dei mercati internazionali e alla dipendenza dalle importazioni di petrolio. La stessa necessità di reperire tra i 500 e i 600 milioni di euro per finanziare la proroga dimostra quanto queste misure siano onerose e difficili da sostenere nel medio periodo.

Inoltre, il carattere temporaneo dell’intervento inizialmente previsto per soli 20 giorni e poi esteso fino al 30 aprile, conferma che il governo si muove in una logica di continua emergenza, senza poter offrire certezze durature a famiglie e imprese. Il rischio è quello di creare un meccanismo di aspettative cicliche, in cui ogni scadenza alimenta timori di nuovi rincari e pressioni politiche per ulteriori interventi pubblici. Allo stesso tempo, il differenziale tra benzina e gasolio, che negli ultimi mesi si è ampliato sensibilmente, mette in evidenza le tensioni specifiche su alcuni settori produttivi, come l’autotrasporto e la logistica, fortemente esposti alle oscillazioni del diesel.

Senza misure strutturali di diversificazione energetica e di riduzione dei consumi, ogni shock geopolitico, come quello in corso in Medio Oriente, rischia di tradursi automaticamente in un aumento del costo della vita. Non a caso, senza il rinnovo dello sconto, si stima che il prezzo del gasolio potrebbe superare i 2,3 euro al litro, con effetti a catena su inflazione e prezzi al consumo . In questo senso, il taglio delle accise assume anche una valenza politica: non solo strumento economico, ma segnale di presenza dello Stato in una fase di incertezza diffusa.

Il governo punta infatti a rassicurare cittadini e imprese, mostrando capacità di intervento rapido di fronte a una crisi che non dipende da scelte interne ma da equilibri internazionali sempre più instabili. Tuttavia, questa strategia espone anche a critiche, perché rischia di rinviare decisioni più complesse ma necessarie, come la revisione del sistema fiscale sui carburanti o l’accelerazione della transizione verso fonti energetiche alternative. In definitiva, la proroga del taglio delle accise fino al 30 aprile appare come una risposta inevitabile nel breve periodo, ma al tempo stesso rivela la difficoltà di costruire una politica energetica meno vulnerabile agli shock esterni e meno dipendente da interventi straordinari finanziati con risorse pubbliche limitate.

Scritto da: Daniele Biacchessi


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