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A Islamabad, riprendono le trattative tra Stati Uniti e Iran

today20 Aprile 2026

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Scritto da Daniele Biacchessi

Donald Trump ha annunciato che da oggi riprenderanno in Pakistan i colloqui tra Usa e Iran. La delegazione americana sarà guidata dal vicepresidente JD Vance e nelle trattative sarà coinvolto anche Jared Kushner. “Stiamo offrendo un accordo molto equo e ragionevole, e spero che lo accettino perché, se non lo faranno, gli Stati Uniti distruggeranno ogni singola centrale elettrica e ogni singolo ponte in Iran”, sostiene Trump.

“Se gli iraniani non accetteranno l’accordo, sarà un onore per me fare ciò che deve essere fatto, ciò che altri presidenti avrebbero dovuto fare all’Iran negli ultimi 47 anni. E’ ora che la macchina di morte dell’Iran finisca“, aggiunge il presidente americano. Resta fondamentale la mediazione di Pakistan, Egitto e Turchia. Il ministro degli Esteri turco, Hakan Fidan, si dice “ottimista” su una proroga del cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran.

La posizione iraniana

Lo Stretto di Hormuz è intanto di nuovo chiuso al passaggio delle navi, in attesa dei negoziati. Il portavoce del Ministero degli Esteri Esmaeil Baghaei risponde a Trump che ha accusato l’Iran di violare l’accordo di cessate il fuoco. “Il blocco statunitense dello Stretto di Hormuz è illegale e viola l’attuale cessate il fuoco. Il blocco costituisce anche un atto criminale. E’ contrario alla Carta delle Nazioni Unite, che considera il blocco dei porti e delle coste di un Paese un atto di aggressione e rappresenta una punizione collettiva nei confronti del popolo iraniano”, afferma Baghaei.

Si prepara la missione Ue per Hormuz

Nel vertice di Parigi con Emmanuel Macron, Giorgia Meloni e Keir Starmer, il cancelliere Friedrich Merz hanno invocato lo scudo americano per la nuova spedizione che va costituendosi per lo Stretto di Hormuz. Nel frattempo, i dettagli del piano iniziano ad emergere. Altri nodi, tra cui il ruolo degli Usa, vanno ancora sciolti. A Palazzo Chigi l’opzione preferita sarebbe quella di allargare il mandato di Aspides, la spedizione europea già attiva e in cui Roma svolge un ruolo rilevante. Meglio, rispetto all’idea di riattivare la missione a guida francese Emasoh/Agenor, pensata anni fa proprio per Hormuz.

Sono ore di consultazioni frenetiche tra i partner della missione, che precedono il vertice che si terrà questa settimana a Londra. La gran parte dello sforzo difensivo sarà affidata a Francia e Regno Unito, a cui spetterà presumibilmente anche il comando delle operazioni. Anglo-francesi dovrebbero essere fregate e cacciatorpediniere, per fornire copertura contro droni e missili. L’Italia, invece, su questo fronte si limiterà all’invio di una fregata Fremm e di una nave logistica. Il grosso dell’impegno sarà infatti garantire la bonifica delle acque con due o tre cacciamine (dei dieci a disposizione, di cui otto con droni sottomarini): in tre settimane possono raggiungere Hormuz.

Scritto da: Daniele Biacchessi


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