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Blitz israeliano contro la Flotilla a 45 miglia da Creta. Arrestati numerosi attivisti

today30 Aprile 2026

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Scritto da Daniele Biacchessi

Un blitz militare israeliano ha bloccato la missione della Global Sumud Flotilla a 45 miglia da Creta, nelle acque internazionali di competenza della Grecia. Una ventina di barche sono state fermate e assaltare dai militari di Idf e della Marina israeliana, arrestati 175 attivisti. Cinquantacinque italiani risultano imbarcati sulle 57 barche della Flotilla.

Alcuni di loro, fra cui Tony La Piccirella, membro del comitato direttivo che viaggiava a bordo delle due navi madre, Safsaf e Snap, sono stati intercettati e catturati. Tutto è avvenuto a 670 miglia dalle acque territoriali israeliane, in zona SAR europea di responsabilità greca, mentre Frontex osservava dall’alto.

Le modalità dell’assalto israeliano

L’azione è stata pianificata nella riunione straordinaria al quartier generale militare di Kirya, a Tel Aviv, nel pomeriggio di mercoledì 29 aprile, a cui ha partecipato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, dopo aver chiesto e ottenuto di interrompere il controinterrogatorio nel processo a suo carico. Mentre le barche della flotta umanitaria navigavano in acque internazionali, dalle prime vele della formazione scattava l’allarme. “Alcune motovedette che si sono identificate come israeliane hanno bloccato le prime barche”. Il messaggio è passato rapidamente da barca a barca.

Subito, uno sciame di droni ha volato sempre più basso sulla flotta, mentre le comunicazioni radio diventavano impossibili, le frequenze venivano intercettate e disturbate. Rapidamente, a bordo si è diffuso il panico. “Se continuerete a tentare di violare il blocco marittimo, fermeremo la vostra imbarcazione e cercheremo di confiscarla. Siete pienamente responsabili delle vostre azioni”. Poi le telecamere di bordo iniziavano a mostrare le immagini in diretta del blitz: equipaggi con le mani alzate, davanti a uomini armati, che urlano e prendono rapidamente il controllo delle barche.

Le reazioni

“Si tratta dell’operazione militare condotta più lontano da Israele che la storia ricordi”, commentano le autorità israeliane, che ammettono di essere intervenute fuori da ogni possibile area di competenza. Poche ore prima del raid che ha bloccato la Global Sumud Flotilla, il ministero degli Esteri israeliano aveva rivendicato la legittimità, secondo la legge dello Stato ebraico, di un eventuale raid.

“L’articolo 56(b) della legge stabilisce che il ministro della Difesa può ordinare il sequestro di beni appartenenti a un’organizzazione dichiarata terroristica, o di beni destinati a un grave reato terroristico, se è convinto che ciò sia necessario per contrastare le attività di un’organizzazione terroristica e danneggiare la capacità di perseguire i propri obiettivi o per sventare un grave reato terroristico”, ha affermato Katz.

Ankara ha protestato contro il raid. “L’operazione è un atto di pirateria. Attaccando la Global Sumud Flotilla, che mirava a richiamare l’attenzione sulla catastrofe umanitaria che sta colpendo la popolazione oppressa di Gaza, Israele ha preso di mira i valori umanitari e il diritto internazionale“, sottolinea il ministro degli Esteri turco. La Farnesina, attraverso una nota ufficiale, ha reso noto che il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha immediatamente incaricato l’Unità di Crisi e le rappresentanze diplomatiche di Tel Aviv e Atene di fare chiarezza sulla dinamica dell’intervento. Roma chiede garanzie assolute per l’incolumità dei propri cittadini e chiarimenti sull’esecuzione di un’operazione militare avvenuta così distante dalle coste mediorientali, in una zona di mare sotto la giurisdizione europea.

flotilla

Scritto da: Daniele Biacchessi


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