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Pentagono: “Guerra in Iran costata agli Usa 29 miliardi”

today13 Maggio 2026

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Scritto da Daniele Biacchessi

Finora la guerra contro l’Iran è costata agli Stati Uniti 29 miliardi di dollari. Lo riferisce il funzionario del Pentagono, Jules Hurst, davanti al Congresso. Sempre durante le audizioni parlamentari, il generale Dan Caine, capo di Stato Maggiore Congiunto Usa, ha cercato di fugare i timori secondo cui la guerra all’Iran avrebbe esaurito in modo significativo gran parte delle scorte globali di munizioni delle forze armate americane.

“Disponiamo di munizioni sufficienti per portare a termine le missioni che ci sono state assegnate in questo momento”. Tuttavia, il conflitto ha costretto il Pentagono a procedere con urgenza al trasferimento di bombe, missili e altro materiale bellico dai comandi militari in Asia ed Europa verso il Medio Oriente.

Hegseth: cessate il fuoco ancora in vigore

“Il cessate il fuoco rimane in vigore”. Lo ha dichiarato il segretario americano alla Difesa, Pete Hegseth, in audizione al Congresso sulla guerra contro l’Iran. “Abbiamo un piano per l’escalation se serve e abbiamo un piano per spostare gli asset”, ha spiegato il capo del Pentagono. Intanto il presidente americano, Donald Trump, ha annunciato che sono in corso contatti diretti con i funzionari iraniani. “Non abbiamo fretta di raggiungere un accordo.

Alla fine l’Iran abbandonerà al 100% l’arricchimento dell’uranio. E prenderemo le scorte nucleari“. Il presidente americano è sempre più frustrato per come gli iraniani stanno gestendo i negoziati per porre fine alla guerra e, secondo alcuni suoi collaboratori, ora sta prendendo in considerazione più seriamente, rispetto alle settimane precedenti, la ripresa di importanti operazioni militari. Il principale negoziatore di Teheran ha dichiarato che l’Iran è “pronto a ogni evenienza”.

Kallas: “Aspides contributo dell’Unione Europea ai volenterosi”

“La missione Aspides potrebbe essere il nostro contributo alla coalizione dei volenterosi a livello europeo”. Lo ha detto l’alto rappresentante Ue Kaja Kallas al termine del consiglio Difesa. “Abbiamo Stati membri di piccole dimensioni quindi se uno Stato membro possiede una sola nave non è possibile destinarla a diverse iniziative. Potrebbe essere il modo in cui rendere l’Europa davvero forte nella regione ma anche dal punto di vista geopolitico, perché il nostro contributo sarebbe molto più significativo se agissimo insieme. Ma ha bisogno di più navi e alcuni Stati membri hanno dichiarato che contribuiranno”, afferma Kallas.

Scritto da: Daniele Biacchessi


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