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Draghi: effetti Hormuz possono durare anni, all’Ue servono 1.200 miliardi l’anno

today15 Maggio 2026

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Scritto da Daniele Biacchessi

Mario Draghi alla cerimonia del Premio Carlo Magno, nel municipio di Aquisgrana in Germania, scuote l’Europa. “Nel 2020, gli shock esterni si sono susseguiti uno dopo l’altro, aggravandosi a vicenda e riducendo sempre più il margine di esitazione. Stiamo ancora assorbendo dazi doganali imposti dal nostro principale partner commerciale a livelli che non si vedevano da un secolo.

Ora la guerra in Medio Oriente ha riportato l’inflazione nelle nostre economie e l’ansia nelle nostre famiglie. Anche quando lo Stretto di Hormuz verrà riaperto, le fratture inflitte alle catene di approvvigionamento potrebbero protrarsi per mesi o anni”, sostiene Draghi.

Draghi fornisce le stime di ciò che ci vorrebbe per resistere

“Questi shock sarebbero difficili da gestire in qualsiasi circostanza. Ma arrivano proprio nel momento in cui il fabbisogno di investimenti dell’Europa è diventato immenso. Quella che era già stimata a circa 800 miliardi di euro all’anno di spesa strategica aggiuntiva è salita, con gli impegni in materia di difesa degli ultimi anni, a quasi 1.200 miliardi di euro all’anno in media”, ha osservato l’ex premier ed ex presidente della BCE che è tornato a spingere per un mercato comune più integrato e per una governance più efficiente.

“In un contesto globale sempre più aggressivo e ostile e dinanzi alla perdita di un alleato strategico come gli Stati Uniti per la prima volta a memoria d’uomo, siamo davvero soli insieme. Per la prima volta dalla fine del Secondo conflitto mondiale gli Stati Uniti potrebbero non garantire più la sicurezza nei termini in cui assumevano finora. Né possiamo guardare tranquilli alla Cina o alla Russia”, dice Draghi.

Scritto da: Daniele Biacchessi


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