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L’attualità del 2 giugno

today1 Giugno 2026

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Scritto da Daniele Biacchessi

Accadeva in Italia ottant’anni fa, di questi tempi. Tra il 2 giugno e il 3 giugno 1946, gli italiani scelsero, attraverso un referendum, la Repubblica costituzionale come sistema politico italiano. Italiani e italiane, in coda fin dalle prime ore del mattino, videro per la prima volta le schede elettorali, le urne. Votarono in stabili fatiscenti, in città devastate dai bombardamenti della guerra.

In quelle ore, parteciparono 13 milioni di donne, per la prima volta con il diritto di esprimere una preferenza, e 12 milioni di uomini, l’89,08% degli allora 28 005 449 aventi diritto al voto. Il 10 giugno 1946 la Corte Suprema di Cassazione comunicò i risultati finali: 54,27% per la Repubblica, 45,73% per la monarchia. Dunque l’opzione monarchica viene definitivamente sconfitta, dopo 85 anni di regno della dinastia dei Savoia, di cui venti di dittatura fascista, conclusa durante la Seconda Guerra mondiale.

Dal referendum alla Costituzione

Il nuovo corso determinò la scelta dei componenti dellAssemblea Costituente a cui venne affidato il difficile compito di redigere la Carta Costituzionale che entrò poi in vigore il 1 gennaio 1948. A distanza di tutti questi anni, la Costituzione rimane ancora un faro, ma i suoi articoli non vengono applicati in modo completo. Anzi, in molti hanno tentato di renderli inefficienti, nel corso del tempo, con progetti di riforma dello Stato come il premierato e la nuova legge elettorale che, nella sostanza, mettono in crisi il delicato sistema di pesi e contrappesi, la divisione dei poteri, il ruolo del Parlamento e del presidente della Repubblica, che introducono le preferenze.

Lo scorso marzo, un referendum costituzionale sulla riforma della giustizia è stato bocciato dalla maggioranza degli italiani. 6 milioni di giovani tra i 18 ai 34 anni si sono recati alle urne e, indipendentemente dal loro voto, hanno dimostrato che i valori scritti nella Costituzione sono ancora attuali. Diceva Piero Calamandrei nel suo discorso del 28 gennaio 1955 agli studenti milanesi. «La Costituzione è un pezzo di carta, la lascio cadere e non si muove: perché si muova bisogna ogni giorno rimetterci dentro il combustibile».

2 giugno

Scritto da: Daniele Biacchessi

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