IL PUNTO DELLA SETTIMANA

Il no al DDL sull’antisemitismo e l’autonomia del PD

today27 Settembre 2026

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Scritto da Giornale Radio

A cura di Ferruccio Bovio

L’ormai quasi scontato voto contrario del Partito Democratico al disegno di legge sull’antisemitismo, evidenzia quanto si stiano facendo sempre più ristretti gli spazi per chi, nel Campo Largo, intenda non abbandonare la Sinistra riformista, senza tuttavia doversi, per forza, appiattire sulle posizioni di Conte o di Fratoianni…
Ricordiamo che il DDL non recepisce contenuti attribuibili all’attuale Destra di governo, ma ricalca, invece, il testo della definizione di antisemitismo che, nel 2016, è stata formulata dall’International Holocaust Remembrance Alliance: una definizione riconosciuta da oltre 40 Paesi e che la stessa Elly Schelein approvò quando rappresentava il suo Partito al Parlamento Europeo.
Il provvedimento ha già superato lo scoglio del Senato, lo scorso 4 marzo, quando ottenne il consenso di 105 votanti, 24 no e 21 astensioni. In quella occasione, M5S e Avs si schierarono contro, il PD optò, invece, per l’astensione, anche se sei dei suoi senatori votarono a favore, unitamente ad Azione e a Italia Viva.

Ora però, Schlein ha annunciato che il prossimo 2 ottobre – in assenza di modifiche sul riferimento alla definizione da lei stessa votata a Strasburgo il 1 giugno del 2017 – il Pd, alla Camera, voterà no.

Qui però, tanto per fare un minimo di chiarezza, occorre anche andare a capire se, realmente, ci si trovi in presenza di una norma che, se approvata, impedirebbe di fatto ogni contestazione alle politiche di Israele.
A noi non pare, visto che il suo testo esclude che le critiche indirizzate ai governi di Gerusalemme possano essere considerate come espressioni di antisemitismo.
Individua, invece, alcune manifestazioni nelle quali il dissenso ideologico oltrepassa il limite di una dialettica costruttiva su temi come l’attribuire agli ebrei responsabilità collettive per ogni azione dello Stato israeliano, l’utilizzare stereotipi antisemiti contro Israele, il negare al popolo ebraico il diritto all’autodeterminazione o, comunque, applicare nei confronti di Israele criteri che non vengono adottati per nessun altro Paese al mondo.

Possiamo, quindi, ben comprendere l’amarezza e l’imbarazzo in cui sono venuti a trovarsi, in queste ore, gli esponenti di “Sinistra per Israele”, i quali hanno dichiarato di considerare un eventuale no del PD al DDL sull’antisemitismo come un “ferita difficilmente cancellabile”.

Una “ferita” che riflette il disagio di chi si sente ancora socialista o progressista, ma, al tempo stesso, non vuole rinunciare ai valori dell’europeismo o dell’atlantismo, ritenendo che l’esistenza e la sicurezza di Israele – così come quella dell’Ucraina – non debbano assolutamente diventare patrimonio esclusivo delle forze politiche conservatrici, a prescindere da quelle che possano essere, in merito, le argomentazioni di Boldrini, Conte, Albanese e compagnia cantante…

Tra l’altro la questione dell’antisemitismo è solamente la punta di un iceberg dietro il quale incombono non pochi altri “problemini” divisivi da discutere come l’Ucraina, la difesa europea e la politica estera in generale.

Ci pensi bene, dunque, onorevole Schlein, prima di prendere una decisione così delicata. Non vorremmo che, prima o poi, primarie o non primarie, qualcuno – intenzionato farLa fuori – incominciasse a ricordare che, in fondo, anche Lei è ebrea e, per di più – almeno si dice – anche particolarmente agiata: una combinazione di qualità “negative” che, tra le Sue attuali frequentazioni politiche, non sembrano affatto deporre a favore di chi le incarna…

27 Settembre 2026

Scritto da: Giornale Radio

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