Dal convegno “Italia che fa bene”, organizzato a Roma dall’Assitoil (l’Associazione italiana dell’industria olearia) è emerso il profilo di un comparto che, nel 2023, ha prodotto un fatturato di oltre 4 miliardi di euro, dando lavoro a 15mila occupati, tra dipendenti diretti e indotto. I consumi interni oscillano tra le 500mila e le 600mila tonnellate, mentre per quanto riguarda quelli esterni, l’ICE (Istituto per il commercio estero), segnala che è l’Europa il primo mercato per l’export di olio italiano, con una percentuale che raggiunge il 75% degli scambi all’estero. A seguire ci sono poi il Nord-America e l’Asia Orientale e Centrale. In ambito europeo, è la Germania a risultare il primo mercato per l’industria olearia italiana, seguita da Francia, Regno Unito e Spagna. Inoltre, a livello globale, sono gli Stati Uniti ad essere il principale acquirente di olio d’oliva, rappresentandone il secondo consumatore al mondo con 375mila tonnellate. Se questo “alimento straordinario” – commenta la presidenza dell’Assitoil – ha conquistato le tavole degli Italiani e la platea internazionale, molto si deve alla diffusione della Dieta mediterranea, senza però dimenticare che, ad iniziare questo percorso, “sono stati i grandi marchi italiani che, a fine 800, hanno dato il via a una storia di coraggio e inventiva giunta fino ad oggi”. 26 Aprile 2024 Se avete considerazioni da fare su questi temi, potete scriverci al nostro indirizzo mail fb@nextcomitaly.com oppure su Facebook o Instagram Saremo lieti di rispondervi