Economia

Ex Ilva, governo avanti su Flacks ma i sindacati chiedono un piano b: “Nazionalizzazione”

today5 Marzo 2026

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(Adnkronos)

Scritto da Giornale Radio

Il governo va avanti sull’ipotesi Flacks con l’impegno di avere, dal fondo americano, chiarimenti su piano industriale e finanziamenti entro tre settimane, per poi riconvocare il tavolo con i sindacati a Palazzo Chigi entro il mese di marzo. Ma i sindacati chiedono un piano b, ovvero un intervento diretto da parte dello Stato con la nazionalizzazione dell’ex Ilva. Tutto rimandato, dunque, al prossimo incontro. Sul destino dell’ex Ilva pesa la sentenza del tribunale di Milano che ha ordinato la sospensione dell’area a caldo a partire dal 24 agosto. Ciò complica la procedura per l’erogazione dell’ultimo prestito concesso dal Governo, hanno spiegato i commissari straordinari annunciando oggi l’intenzione di fare ricorso contro la sentenza.

Nel frattempo, a pesare sulle trattative, c’è anche il fronte sicurezza, con i drammatici incidenti in cui hanno perso la vita due lavoratori a Taranto. Su questo, governo e sindacati fanno fronte comune e mettono il tema in cima all’agenda, con un primo incontro già fissato il 12 marzo al ministero del Lavoro e quello a Taranto, il 13. Tema della sicurezza da cui dipenderà anche un’altra questione fondamentale, ovvero quella della cassa integrazione.

La questione della Cig sarà affrontata alla luce delle scelte che si faranno sulla manutenzione: se viene rafforzata, per mettere in sicurezza gli impianti, la cassa deve ridimensionarsi”, spiega il segretario generale della Fim Cisl Ferdinando Uliano al termine dell’incontro. Insomma, “la questione è stata subordinata agli incontri che faremo a partire dalla prossima settimane”. Lo riassume bene il segretario generale della Fiom Cgil Michele De Palma: “Non bastano i tavoli, per garantire la sicurezza servono soldi e persone”, dice.

Sul tema sicurezza, per De Palma quello di oggi è stato un incontro “importante. Nell’incontro del 12 marzo al ministero del Lavoro saranno affrontati tutti i temi che riguardano le garanzie sugli impianti determinate dalle manutenzioni”, comprese le verifiche sulla catena degli appalti e sul contratto che viene applicato “che noi chiediamo sia il Ccnl metalmeccanici”.

Sul fronte Flacks, invece, “il governo – continua il segretario generale della Fiom – ci ha detto che entro tre settimane verificherà se ci sono le condizioni per concludere, noi pensiamo che la soluzione non sia un fondo ma lo Stato: l’unica soluzione possibile è la gestione pubblica di impianti e azienda“. Rispetto a Flacks, rincara il segretario generale della Uilm Rocco Palombella, “ci sono tante lacune e problemi irrisolti. Noi abbiamo proposto un piano b con l’intervento al 100% dello Stato, ma lo Stato in questo momento continua a rimanere appeso a Flacks e così non si risolve nulla”.

Sulla vendita, il segretario generale di Fim Ferdinando Uliano parla di “testardaggine del governo”, tant’è che altri nomi “al tavolo non sono usciti fuori”, nemmeno il nome di Jindal. “C’è solo il nome di Flacks rispetto al quale noi ribadiamo scetticismo mentre da parte loro c’è un ottimismo sfrenato. Sono due anni che inseguiamo cavalieri che non esistono”.

di Stefania Marignetti

Scritto da: Giornale Radio

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