Economia

Finanza, Altomonte (Bocconi): “Crisi private credit Usa più problematica con guerra”

today13 Marzo 2026

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(Adnkronos)

Scritto da Giornale Radio

“La crisi del private credit Usa è al momento contenuta ma potrebbe degenerare in ‘crisi conclamata’ a causa del contesto macro economico globale se la guerra proseguisse innescando una spirale di alta inflazione e calo del pil”. Così in un’intervista all’Adnkronos, Carlo Altomonte prorettore alla Sda Bocconi sul rischio di una tempesta perfetta a Wall Street sulla scia del caso di Blue Owl Capital, gestore di oltre 300 milairdi di dollari, costretto alla vendita forzata di 1,4 miliardi di dollari di asset dopo i sospetti di presunta manipolazione delle valutazioni. “La situazione del credito privato Usa è stata in realtà un po’ mascherata dagli sviluppi geopolitici – osserva Altomonte – probabilmente avrebbe fatto anche molto rumore sul mercato finanziario perché sono notizie in qualche modo preoccupantemente simili a quelle che leggevamo sui default dei vari fondi dei mutui subprime del 2007 poi precipitata nella crisi finanziaria”.

“E’ anche vero – prosegue l’economista – che ovviamente questi strumenti sono un po’ meno nel cuore del sistema e quindi bisogna capire qual è il contagio”. I mutui subprime, ricorda, “erano infilati nei bilanci delle banche e dentro gli asset di praticamente tutti i fondi; gli alternativi sono meno diffusi, forse un po’ più concentrati in investitori specializzati, quindi bisognerà poi capire qual è il canale di possibile contagio, sempre che ci sia e non è detto”. Quindi “premesso che forse stiamo guardando a qualcosa di potenzialmente problematico, non appare necessariamente così ampio come i subprime e i cdo della crisi 2007-08”, rileva.

Tuttavia, avverte il prorettore del Scuola di Direzione aziendale dell’Università Bocconi di Milano, uno dei post lauream più prestigiosi d’Europa, “siamo in un quadro geopolitico e macro un po’ più delicato e se avremo uno shock stagflattivo cioè di inflazione che sale insieme a recessione o rallentamento della crescita a causa dell’impennata dei prezzi delle materie prime, in particolare di petrolio e gas per la situazione geopolitica in atto, aumenta il rischio di Insolvenza sui crediti perché c’è un rallentamento economico ma la banca centrale fatica a erogare liquidità, ridurre i tassi ed aumentare il size del bilancio perché nel frattempo c’è un tema di inflazione”. In sintesi “l’asset class è potenzialmente problematica, ma potrebbe essere come impatto meno ampio rispetto ai rischi passati che abbiamo visto”. Tuttavia “il quadro macro è potenzialmente un po’ più problematico e se la crisi geopolitica dovesse continuare su questi livelli di tensione e questo degenerasse in una situazione di aumento dell’inflazione e riduzione della crescita, se si incrociano queste due cose – reitera Altomonte – evidentemente si potrebbe avere un problema più ampio”. (di Luana Cimino)

Scritto da: Giornale Radio

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