Economia

Libro dei Fatti, Orsini: “Una sola priorità, rafforzare capacità competitiva industria”

today1 Gennaio 2026

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(Adnkronos)

Scritto da Giornale Radio

Per far crescere l’industria ”è fondamentale che l’Europa cambi rotta”. ”La priorità dev’essere una sola: rafforzare la capacità competitiva”. Lo scrive il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, nell’intervento per la 35esima edizione del Libro dei Fatti dell’Adnkronos. Partendo dal una semplice ma fondamentale domanda: ”Se non ora, quando?”, il presidente indica una strada obbligata, a tappe forzate, per rilanciare il Paese e il continente.

Dopo la seconda guerra mondiale l’Italia ha vissuto il suo periodo d’oro e, secondo Orsini, ”per assicurare a tutti la crescita e il benessere di cui abbiamo goduto nel secondo dopoguerra e far tornare a crescere l’industria è fondamentale che l’Europa cambi rotta”. Bisogna capire che ”la competitività non è un lusso, è una necessità. Senza imprese forti, un Paese non cresce. Senza un sistema competitivo, le aziende arretrano. E senza un’industria dinamica, il nostro continente rischia il declino”.

Il punto di forza dell’Italia, spiega il presidente, sono le ”eccellenze industriali, che vengono esportate a livello globale, trainando l’economia: solo nel 2023 abbiamo registrato 626 miliardi di export di beni. C’è forte richiesta di Made in Italy nel mondo, ma dazi americani e svalutazione del dollaro possono costare al nostro Paese un danno di quasi 23 miliardi. Una perdita che -avverte Orsini- non solo rallenta l’obiettivo dei 700 miliardi di esportazioni, ma obbliga tutti noi (Paese, imprese, lavoratori) ad agire rapidamente, per non restare indietro nella competizione globale e mettere a rischio le conquiste sociali ottenute con il duro lavoro delle generazioni precedenti”.

Per affrontare e superare gli ostacoli che l’Europa si troverà di fronte occorre anche tener ben presente che ”la sfida che abbiamo davanti è anche geopolitica. Gli Stati Uniti vogliono reindustrializzare i propri Stati colpiti nei decenni scorsi dalle produzioni a basso costo della Cina e il governo americano, per fare questo, usa lo strumento dei dazi. L’Europa è in mezzo, divisa e spesso in ritardo. Per questo, oggi la priorità dev’essere una sola: rafforzare la capacità competitiva dell’industria europea e italiana”, sottolinea il presidente.

Ci sono poi strumenti fondamentali per accelerare la crescita e che, soprattutto, non possono essere ignorati, come l’intelligenza artificiale. ”Le nostre imprese, in questo momento, stanno facendo sforzi enormi per integrare l’intelligenza artificiale nei propri processi produttivi e affrontare la sfida della transizione ecologica, mantenendo se non aumentando la qualità e la distintività delle loro produzioni, ma i loro sforzi non bastano”, avverte il presidente.

Il fattore energia per Orsini è uno tra i più importanti: ”Serve un contesto favorevole: costi energetici più vicini alla media Ue (disaccoppiando gas ed elettricità e puntando sui nuovi reattori nucleari), nuovi mercati strategici e strumenti semplici ma efficaci per stimolare gli investimenti come, ad esempio, la Zes unica che, in soli due anni, con uno stanziamento di risorse pubbliche di 4,8 miliardi ha generato 28 miliardi di investimenti e 35.000 posti di lavoro”.

E poi occorre riconoscere gli errori fatti, affrontare gli ostacoli creati dall’interno e che rischiano di provocare seri danni all’industria. In Europa, le altre Confindustrie ”chiedono libertà tecnologica per raggiungere gli obiettivi ambientali. Il Green Deal ha penalizzato chi investiva su motori termici puliti, favorendo l’elettrico cinese. Questo approccio va corretto: la transizione ecologica non può significare dipendenza industriale”, sottolinea il presidente. Che richiama l’attenzione sull’importanza del lavoro per i giovani, e quindi per il futuro del Paese.

”Essere competitivi significa anche difendere il lavoro dei nostri giovani, la dignità delle nostre imprese, il futuro del nostro Paese. Si tratta di un interesse primario, nazionale, che non deve vedere contrapposizioni politiche. Non ci si può dividere sul lavoro o su temi quali la sicurezza, i provvedimenti per la competitività e la crescita. È tempo di scegliere chi vogliamo essere e di farlo rapidamente. Per noi e per chi verrà dopo di noi. Se non ora, quando?”.

Scritto da: Giornale Radio

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