Economia

Primo maggio, 7,2 mln italiani in viaggio per ponte: guerre e prezzi frenano prenotazioni

today8 Aprile 2026

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(Adnkronos)

Scritto da Giornale Radio

Dopo Pasqua gli operatori del turismo guardano alle prossime vacanze legate ai ponti primaverili, ma la stagione, per ora, è segnata dall’incertezza e quindi il viaggiatore tende a temporeggiare con conseguete aumento dei prezzi. A fare la parte del leone comunque sarà il ponte del 1 maggio. “Per il ponte, che cade quest’anno di venerdì, prevediamo 7,2 milioni di italiani in vacanza ma la tendenza è quella di fare prenotazioni in ritardo, legata alla scelta di aspettare gli sviluppi del contesto internazionale”, afferma Carlo Squeri, responsabile turismo di Confcommercio, intervistato dall’Adnkronos in vista della stagione primaverile ed estiva. “Un terzo dei viaggiatori prevede di fare soggiorni con tre o più pernottamenti e un quinto si replicherà in una destinazione destinazione estera”. Mentre per la Festa della Liberazione, il 25 aprile, che cade di sabato e dunque non ci sarà ponte “si prevede un calo forte di viaggi rispetto all’anno scorso, del 25-30% con 6, 3 milioni di viaggiatori dei quali uno su cinque prevede di fareun week end all’estero” aggiunge Squeri. Gettando lo sguardo più avanti al ponte 2 giugno, festa della Repubblica, il responsabile di Confcommercio prevede che “saranno 6,7 milioni i viaggiatori italiani che visiteranno le città d’arte ma anche le località di mare. In particolare da aprile a giugno Lazio, Emilia Romagna e Campania sarano le regioni più gettonate”.

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Quanto alla stagione estiva Squeri non azzarda previsioni e dice “è presto ma questo è il momento in cui si prenotano i viaggi di lunga tratta all’estero e su questo comparto stiamo notando una forte contrazione, il viaggiatore diciamo che sta alla finestra. Per le vacanze in Italia non dovrebbero esserci grandi differenze rispetto all’anno scorso ma se ci sarà un aumento è presto per dirlo perché qualcuno, dall’estero, potrebbe decidere di ritardare la vacanza in u alatro luogo” conclude Squeri.

Ma come sono andate le vacanze di Pasqua appena trascorse? Sono state favorite dal bel tempo con 10 milioni di italiani in viaggio ma l’impatto della guerra in Medio Oriente si è fatto sentire sia per i nostri connazionali che hanno ridotto la vacanza all’estero del 35% e anche per l’incoming, ovvero dei turisti stranieri che vengono in Italia. C’è stato un calo forte dei turisti dal Medio Oriente e dall’Estremo Oriente, compensato in parte da una crescita degli europei. A fare un primo consuntivo delle vacanze di Pasqua appena trascorse, è Carlo Squeri, responsabile turismo di Confcommercio, intervistato dall’Adnkronos.

“L’impatto della situazione geopolitica ed economica ha influito di più sulle partenze verso l’estero per una serie di motivi, – commenta Squeri – innanzitutto c’è il tema della sicurezza, perché il Medio Oriente e il Nord Africa sono spesso selezionate per soggiorni brevi dai 3 ai 5 giorni e anche per una questione economica, perché la crisi internazionale ha fatto aumentare i costi del petrolio e di conseguenza del carburante e questo ha determinato il fatto che i prezzi dei voli lievitassero”.

Quanto alle vacanze dei connazionali in Italia in calo del 5% sull’anno scorso, “ben l’85% è rimasto in Italia – aggiunge – e il 15% ha optato per destinazioni estere”. Scendendo nel dettaglio, “complice il bel tempo 1 italiano su 3 è andato al mare, il 20% in montagna viste le nevicate precedenti a Pasqua e un altro 20% nelle città d’arte, una fetta residuale di italiani è andata ai laghi e alle terme”. Inoltre, “un viaggiatore su 4 ha soggiornato nelle seconde case o da parenti e amici”. “L’impatto della guerra è stato sicuramente forte, – commenta infine Squeri – ma è corretto valutarlo sui numeri effettivi, a fronte anche del fatto che alcuni aeroporti sono stati costretti a contigentare i voli. Quanto alle riserve di carburante in questo momento non sono a livelli preoccupanti è chiaro che nel settore turistico ci si augura che questa situazione cessi il prima possibile”. (di Cristina Armeni)

Scritto da: Giornale Radio

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