Economia

Rottamazione quinquies, le cartelle ammesse alla pace fiscale

today10 Febbraio 2026

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(Adnkronos)

Scritto da Giornale Radio

La rottamazione quinquies introdotta dalla Legge di Bilancio 2026 non è una pesca a strascico su tutte le cartelle.

Al contrario, il perimetro degli ammessi alla pace fiscale è ben definito e delimitato, con il fine di agevolare solo i contribuenti che hanno regolarmente dichiarato le imposte ma che non sono riusciti ad adempiere ai propri obblighi tributari.

Dal punto di vista temporale, la rottamazione si applicherà ai carichi affidati dal 2000 al 2023.

Per quel che riguarda la natura del debito, la procedura interesserà esclusivamente le cartelle emesse a seguito di controllo automatico e formale sulle dichiarazioni. Fuori invece gli atti di accertamento emessi a seguito di controllo sostanziale.

La pace fiscale apre anche ai decaduti da precedenti rottamazioni, ma con alcuni vincoli precisi per chi non ha versato le ultime rate della quarta edizione di definizione agevolata ad oggi in corso.

Rottamazione quinquies 2026, le cartelle ammesse alla pace fiscale

Il primo punto fermo per definire chi potrà accedere alla rottamazione quinquies presentando domanda entro il 30 aprile 2026 riguarda il perimetro temporale. Nella definizione agevolata rientrano i singoli carichi affidati dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023.

A far fede è quindi la data di consegna del ruolo all’Agente della Riscossione, reperibile nell’estratto di ruolo o nel dettaglio della cartella, e non tanto quella di emissione.

Un primo punto al quale si affianca la necessità di guardare alla natura del debito.

La nuova stagione di pace tra Fisco e contribuenti interessi esclusivamente le cartelle derivanti dall’omesso versamento di imposte risultanti dalle dichiarazioni annuali e dalle attività di cui agli articoli 36-bis e 36-ter del DPR 29 settembre 1973, n. 600, e agli articoli 54-bis e 54-ter del DPR 26 ottobre 1972, n. 633.

Nella rottamazione vi rientrano anche i debiti derivanti dall’omesso versamento di contributi INPS, con esclusione di quelli richiesti a seguito di accertamento.

Una rottamazione per chi ha quindi dichiarato e non versato, aperta quindi alle cartelle emesse a seguito di avvisi bonari, cioè le comunicazioni di irregolarità trasmesse dal Fisco dopo i controlli automatizzati e i controlli formali sulle dichiarazioni.

Parimenti, la rottamazione guarderà anche alle cartelle emesse a seguito di controllo formale sulle dichiarazioni, e quindi agli avvisi relativi alla verifica effettuata all’Agenzia su quanto indicato in dichiarazione, sui documenti conservati dal contribuente e sui dati trasmessi da terzi.

Sono inoltre incluse le sanzioni amministrative irrogate dalle Prefetture per violazioni del Codice della strada.

Accertamenti fuori dalla rottamazione 2026

La rottamazione quinquies lascia fuori le cartelle emesse a seguito di accertamento, cioè i debiti scaturiti dai controlli sostanziali effettuati dal Fisco che comportano l’emersione di redditi o imposte non dichiarate.

Questo uno dei paletti previsti dalla Legge di Bilancio 2026, che esclude dalla rottamazione chi ha volontariamente occultato redditi al Fisco.

Porte chiuse anche in relazione ai debiti derivanti da contributi previdenziali dovuti alle Casse di categoria, così come le multe stradali, l’IMU, il bollo auto e la TARI.

Rottamazione quinquies anche per i decaduti da precedenti definizioni agevolate

Nel rispetto dei criteri di cui sopra, la rottamazione quinquies si applicherà anche ai contribuenti decaduti da precedenti forme di definizione agevolata.

Un vincolo chiaro è però previsto per i contribuenti che, alla data del 30 settembre 2025, erano in regola con i pagamenti della rottamazione quater.

In tal caso non sarà possibile passare alla nuova e più diluita forma di definizione agevolata che, si ricorda, prevede la possibilità di rateizzare il debito in un massimo di 54 rate bimestrali, con un importo minimo di 100 euro per ciascuna quota.

Cartelle ammesse o escluse: la guida nel Prospetto informativo AdER

Comprendere quali cartelle rientrano nella rottamazione quinquies richiede quindi più valutazioni, e proprio per questo l’Agenzia delle Entrate Riscossione mette a disposizione di cittadini e cittadine un Prospetto informativo, contenente l’elenco dei carichi definibili.

Il documento indica le cartelle di pagamento e/o avvisi di addebito dell’INPS che possono essere rottamati, ma non solo.

Sarà riportato anche l’importo delle somme dovute in caso di adesione alla rottamazione quinquies, per valutare i benefici fruibili in termini di minori costi per rimettersi in regola.

Sarà possibile richiederlo tramite l’area riservata del portale della Riscossione o nell’area pubblica.

Gli intermediari potranno richiederlo per i propri clienti accedendo all’area riservata EquiPro.

Tasse locali, la rottamazione è a scelta e piena di insidie

La rottamazione quinquies lascia fuori le tasse locali, per le quali la Legge di Bilancio 2026 prevede una possibilità autonoma di definizione agevolata, nel rispetto dell’equilibrio finanziario degli enti.

La rottamazione locale è a libera scelta di comuni e regioni, che potranno valutare senza vincoli temporali se prevedere forme di definizione agevolata dei tributi gestiti.

Per le cartelle relative a multe stradali, IMU, bollo auto, TARI e altre forme di prelievo gestite a livello locale e territoriale, bisognerà quindi attendere e analizzare le scelte compiute dal singolo ente.

Per quel che riguarda i comuni, alcune utili indicazioni operative sono arrivate dall’IFEL, l’Istituto per la Finanza e l’Economia Locale, con la nota del 27 gennaio 2026.

All’interno del documento sono evidenziati alcuni punti critici della rottamazione facoltativa per gli enti locali e, in particolare, la possibile esclusione dei crediti affidati all’Agenzia delle Entrate Riscossione.

La norma prevede infatti che potranno essere oggetto di definizione agevolata i tributi disciplinati e gestiti dalle regioni e dagli enti locali.

Secondo l’IFEL, la fase di riscossione coattiva dei crediti affidati ad AdER non può essere considerata a “gestione” locale e quindi, allo stato attuale, i comuni non potrebbero prevedere alcuna forma di rottamazione per queste cartelle.

Un problema non di poco conto e sul quale si auspica un intervento legislativo correttivo, utile per evitare di tagliare fuori dalle rottamazioni locali la grande mole di crediti affidati all’AdER per il recupero coattivo.

Scritto da: Giornale Radio

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