Il Corsivo

Lo strappo tra Italia e Stati Uniti riparte da Sigonella

today1 Aprile 2026

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Scritto da Daniele Biacchessi

Accadde l’11 aprile 1985 nella base di Sigonella, quando l’allora presidente del Consiglio Bettino Craxi annunciò di aver detto “no” al presidente statunitense Ronald Reagan. Nella sostanza, Craxi si rifiutò di consegnare agli Stati Uniti i terroristi che avevano assaltato la nave da crociera Achille Lauro.

E lo strappo tra Italia e americani si è ripetuto venerdì 27 marzo 2026, quando il ministro della Difesa Guido Crosetto ha fatto deviare i velivoli americani che, senza avvertire il governo italiano, volevano atterrare nella base siciliana di Sigonella per poi decollare nuovamente alla volta del Medio Oriente.

Oltre a Crosetto era a conoscenza di quanto stava succedendo il capo di Stato maggiore Luciano Portolano, già allertato dall’Aeronautica militare. Palazzo Chigi rivendica la scelta militare, ma assicura che non incrinerà i rapporti con gli Usa. Trapela che i servizi non conoscessero i fatti, almeno nei minuti in cui è esploso il caos.

Cosa accadde nel 1985

41 anni fa, i terroristi palestinesi avevano preso in ostaggio 440 persone sulla Achille Lauro, tra cui molti vacanzieri statunitensi e britannici. Il commando, che successivamente tentò la fuga su un aereo di linea egiziano con l’aiuto del governo de Il Cairo, fu costretto dai caccia americani ad atterrare sulla pista della base dell’aeronautica italiana di Sigonella.

Reagan chiedeva che i terroristi venissero consegnati ai soldati americani. Craxi telefonò a Reagan in piena notte e si oppose alla richiesta dell’alleato americano perché “il reato era stato commesso sul territorio italiano e spettava all’Italia processarli”. Fu la più grave crisi diplomatica tra l’Italia e gli Stati Uniti. 41 anni dopo la scena si ripete a Sigonella. Per un paese a sovranità limitata e controllata è un fatto non da poco.

L’Achille Lauro e la crisi di Sigonella

La nave da crociera italiana Achille Lauro venne dirottata nel Mediterraneo da un commando di terroristi palestinesi appartenenti al Fronte per la Liberazione della Palestina, che chiedevano la liberazione di prigionieri palestinesi detenuti in Israele  Durante il sequestro si verificò un fatto gravissimo: l’uccisione di Leon Klinghoffer, cittadino statunitense disabile, assassinato e gettato in mare, evento che trasformò una crisi già delicata in un caso internazionale di enorme portata

Il governo italiano, guidato da Craxi, scelse inizialmente la via diplomatica per salvare gli ostaggi, coinvolgendo anche leader palestinesi come Yasser Arafat per ottenere la resa dei sequestratori. La strategia portò effettivamente alla liberazione della nave, ma la scoperta dell’omicidio complicò la situazione, provocando la dura reazione degli Stati Uniti, che pretendevano l’estradizione immediata dei terroristi.

La tensione raggiunse il culmine nella cosiddetta Crisi di Sigonella, quando aerei militari americani intercettarono il velivolo egiziano che trasportava i dirottatori e lo costrinsero ad atterrare nella base NATO di Sigonella, in Sicilia . Qui si verificò uno scontro tra due alleati: da un lato le forze speciali statunitensi, dall’altro i militari italiani. Craxi rivendicò con fermezza la sovranità nazionale, sostenendo che il reato era stato commesso su una nave italiana e quindi spettava all’Italia esercitare la giurisdizione sui responsabili.

La situazione arrivò a un punto critico, con soldati italiani e americani armati che si fronteggiavano direttamente sulla pista, rischiando un conflitto armato tra Paesi alleati . Alla fine, prevalse la linea italiana: i terroristi furono presi in custodia dalle autorità italiane, mentre gli Stati Uniti dovettero rinunciare al trasferimento immediato.

L’episodio ebbe un forte impatto politico e simbolico. Da un lato consolidò l’immagine di Craxi come leader capace di difendere l’autonomia e la dignità dell’Italia anche nei confronti di una superpotenza; dall’altro incrinò temporaneamente i rapporti con gli Stati Uniti, aprendo un dibattito interno e internazionale sulle scelte del governo italiano. La vicenda dell’Achille Lauro e la crisi di Sigonella restano ancora oggi un caso emblematico di gestione del terrorismo, equilibrio diplomatico e affermazione della sovranità nazionale in un contesto geopolitico estremamente delicato.

Scritto da: Daniele Biacchessi


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