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Il Corsivo
today6 Aprile 2026
L’operazione mediatica del salvataggio di un ufficiale addetto ai sistemi d’arma il cui F-15E Strike Eagle era stato abbattuto in territorio iraniano, si muove in un momento in cui Trump raggiunge il minimo dei consensi personali, anche a causa della guerra contro l’Iran dalla quale non riesce ad uscire, e nelle ore in cui il presidente americano minaccia Teheran di ritorsioni nel caso di mancato accordo.
Da quello che sappiamo, per oltre un giorno, il pilota è riuscito a evitare la cattura da parte delle forze iraniane. Ha scalato il terreno impervio fino a una cresta a 2.100 metri sul livello del mare, equipaggiato con una pistola, un dispositivo di comunicazione e un localizzatore GPS. Tra le alte montagne, una squadra di commando americani, accompagnata da aerei statunitensi che bombardavano la zona, si è diretta per localizzare l’ufficiale, portando lui e se stessi in salvo.
La corsa contro il tempo per recuperare l’ufficiale era diventata il cruccio per l’amministrazione Trump, dopo l’abbattimento del caccia lo scorso venerdì 3 aprile. Il pilota dell’aereo è stato ritrovato, ma la Casa Bianca e il Pentagono non confermarono il salvataggio, poiché era in corso una seconda missione, più complessa. L’operazione ha coinvolto centinaia di militari e membri dell’intelligence americani, tra cui forze speciali.
Mentre i pianificatori militari organizzavano il blitz, agenti della Cia diffondevano in Iran la notizia del ritrovamento di entrambi i membri dell’equipaggio, nel tentativo di confondere i membri del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche. Nel frattempo, Israele ha rinviato alcuni attacchi pianificati in Iran per non interferire con le azioni di ricerca e soccorso, e ha offerto supporto di intelligence israeliane. E la vicenda non è stata priva di colpi di scena.
Su una remota pista di atterraggio in Iran, due aerei da trasporto per operazioni speciali MC-130J erano in attesa di riportare fuori dal paese i commando e gli aviatori tratti in salvo. Tuttavia, durante l’operazione, gli aerei subirono danni notevoli. L’esercito decise di inviare nuovi aerei e di distruggere quelli danneggiati, piuttosto che rischiare che cadessero in mani iraniane. Oggi Trump ha indetto una conferenza stampa nello studio ovale e descriverà nei dettagli la missione , nel disperato tentativo di recuperare un’immagine ormai perduta.
Scritto da: Daniele Biacchessi
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