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today6 Febbraio 2025
A cura di Daniele Biacchessi
L’informativa dei ministri di Grazia e Giustizia Carlo Nordio e dell’Interno Matteo Piantedosi sul caso del criminale libico Almasri si limita alla difesa dell’operato del Governo e al gioco dello scaricabarile, con il Guardasigilli che accusa la Corte penale internazionale di aver combinato un pasticcio. Nessun accenno alla ragione di Stato, nessuna giustificazione sui motivi reali con cui un esecutivo ha accompagnato in Libia con un aereo di Stato un assassino e un torturatore inseguito da una istituzione internale. In particolare Nordio si è detto deluso per l’atteggiamento di una parte della magistratura che si sarebbe permessa di sindacare l’operato del ministero senza aver letto le carte. La difesa del ministro della Giustizia è a dir poco surreale, secondo cui la richiesta della Corte penale è arrivata in lingua inglese senza essere tradotto, con una serie di criticità che avrebbero reso impossibile l’immediata adesione del ministero alla richiesta arrivata dalla Corte d’appello di Roma. Piantedosi ha invece detto che l’espulsione di Almasri è da inquadrare, per il profilo di pericolosità che presentava il soggetto, nelle esigenze di salvaguardia della sicurezza dello Stato e della tutela dell’ordine pubblico.
Le opposizioni sono unite sul caso Almasri e non mollano. La segretaria Pd Elly Schlein parla di una giornata triste per la democrazia, perché Nordio e Piantedosi sono venuti in Aula a coprire le spalle della premier Giorgia Meloni. Ancora più pesante è il leader del M5s Giuseppe Conte secondo cui Meloni scappa dal Parlamento e dai cittadini, compiendo un atto di viltà istituzionale. Sarcastico il leader di Italia viva. “Con Meloni, pensavate di aver trovato la lady di ferro, ma avete trovato l’uomo di burro, forte coi deboli e debole coi forti”. La sensazione è che la vicenda Almasri non sia terminata con una informativa di due responsabili dei dicasteri importanti, per altro sotto accusa al Tribunale dei ministri, e che, al netto di come la si pensi sul piano politico, si è assistito ad una lacunosa e imprecisa difesa dell’operato dell’esecutivo che lascia inevasa la domanda che abbiamo rivolto alla premier: perché un criminale ricercato a livello internazionale sia stato arrestato, liberato e spedito nella sua patria di origine con le massime onorificenze?
Credits Foto: Agenzia Fotogramma
6 Febbraio 2025
Scritto da: Redazione
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