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Il Corsivo
today19 Marzo 2025
A cura di Daniele Biacchessi
L’accordo trovato da Trump e Putin dopo una telefonata di un’ora e mezza sul futuro dell’Ucraina pare il primo passo verso una tregua di un mese. I due leader hanno trovato la quadra su alcuni punti generali. Si trovano in sintonia sulla necessità di un cessate il fuoco, sul fatto che questo conflitto debba terminare con una pace duratura, soprattutto stabiliscono l’inizio di un dialogo tra Stati Uniti e Russia almeno nelle relazioni bilaterali. In primis, Putin blocca i raid contro le infrastrutture energetiche ucraine per 30 giorni e invia questo ordine con effetto immediato ai suoi vertici militari. Ucraina e Russia scambiano 175 prigionieri per lato in segno di distensione già a partire da oggi. Saranno programmati a breve negoziati tecnici in Medio Oriente sull’attuazione di un cessate il fuoco marittimo nel Mar Nero, e una pace permanente.
Quello tra Trump e Putin è il primo di una lunga serie di altri incontri le cui accelerazioni si vedranno sul campo militare e della diplomazia. La pace giusta e però lontana, ma non impossibile. Stati Uniti e Russia concordano una fragile tregua, ma non risolvono le cause che hanno scatenato il conflitto. Certo, molti analisti pensano sia già molto rispetto a tre anni di guerra con morti tra militari e civili, distruzioni di importanti infrastrutture, allarmi sulle centrali nucleari. Così Trump e Putin delineano i paletti oltre i quali questa fragile tregua salterebbe in un sol giorno: Putin, in particolare, chiede di fermare la mobilitazione ucraina e l’invio di armi a Kiev, perché Mosca rileva gravi rischi legati all’incapacità di negoziare da parte di Kiev, che, secondo Putin, avrebbe ripetutamente sabotato e violato gli accordi raggiunti. Ma Zelensky è in pressing e sostiene che il rafforzamento dell’esercito è una “priorità”. Intanto salgono a oltre 30 i Paesi pronti alla “coalizione dei volenterosi” di Starmer, e l’Italia potrebbe aderire solo dopo la tregua e con l’Onu, mentre l’Ue cerca l’unità sul piano Kallas per gli aiuti volontari. C’è ancora molto da fare per giungere alla fine della guerra.
Credits Foto: Agenzia Fotogramma
19 Marzo 2025
Scritto da: Daniele Biacchessi
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