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Ipotesi su Vannacci

today15 Febbraio 2026

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Scritto da Giornale Radio

A cura di Ferruccio Bovio

Ci viene il dubbio che quanto è avvenuto recentemente nell’ambito del Centro Destra abbia un’origine che, forse, sarebbe sarebbe sbagliato ridurre a semplice incompatibilità politica (o, peggio ancora, personale) tra il generale Roberto Vannacci ed il leader della Lega, Matteo Salvini.
Vi proponiamo, pertanto, di accompagnarci indietro nel tempo anche di soli quattro anni, per tornare al momento in cui, alla vigilia dell’attacco all’Ucraina, sia Meloni che il già citato Salvini non nascondono affatto il loro apprezzamento per la figura di Putin. Anzi, il secondo dei due, in una foto scattata a Mosca, mostra persino, orgogliosamente, una maglietta riproducente il volto del piccolo zar.
Ad un certo punto però, qualcosa cambia quando Meloni – pur rappresentando l’unica opposizione al governo Draghi – si allontana decisamente da ogni forma di vicinanza al putinismo ed inizia un percorso – per noi sorprendente, ma certamente apprezzabile – verso un europeismo pragmatico (che, in tempi brevi, supera anche le non poche diffidenze in precedenza covate in alcune capitali europee) e verso un atlantismo molto più marcato che, non a caso, la porterà prima a ricevere il bacio in fronte da nonno Biden che la coccola come una nipotina e poi a stabilire quello che, probabilmente, è davvero un rapporto privilegiato con l’Amministrazione Trump. Pertanto, le pedine vere sulle quali, a torto o a ragione, il Cremlino può pensare di poter fare oggi affidamento in Italia restano Salvini e Conte. Anche se poi, in quanto a risultati concreti, il segretario della Lega ne fornisce ben pochi, visto che, in definitiva, finisce sempre per votare tutti quei provvedimenti sull’Ucraina che gli vengono, sostanzialmente, fatti ingoiare dai suoi alleati di Governo. Ecco che allora, stando così le cose, ai Russi – ma, sia chiaro, sono soltanto nostre supposizioni – potrebbe essere venuto in mente di andare a giocarsi la carta di un uomo che avevano sicuramente già conosciuto bene quando era addetto militare alla nostra ambasciata a Mosca e che ultimamente – grazie soprattutto ad un’accanita campagna di demonizzazione condotta nei confronti di un suo irrilevante libercolo – sembra avere raggiunto un certo grado di popolarità: specialmente tra quelle frange di estrema Destra che non hanno mai accettato la Svolta di Fiuggi. E Vannacci – a prescindere da come abbiano poi, comicamente, votato i suoi tre parlamentari alla loro prima uscita su una questione che riguardava proprio il conflitto tanto caro a Putin – è uno che non perde occasione per ribadire che, a suo giudizio, Zelensky sta semplicemente portando il suo Paese al suicidio.
Di conseguenza – ragioneremmo noi se fossimo in Putin – se, alla fine, quel gruzzoletto di voti raccolti dal nuovo partito vannacciano dovesse favorire un’affermazione del Campo Largo sullo schieramento meloniano, non sarebbe poi neanche tanto male… Meglio, infatti, avere a che fare con quella confusa aggregazione in cui albergano le più svariate componenti neutraliste, ingenuo – pacifiste e, comunque, ideologicamente anti occidentali, piuttosto che con l’ormai più che collaudata diffidenza di Mattarella, Meloni o Crosetto…
E a dire il vero, siamo anche portati a pensare che l’operazione Vannacci sia da inquadrarsi in un disegno più ampio, che magari comprenda anche il coinvolgimento di tanti apparenti “utili idioti” che stanno mettendo a dura prova l’ordine pubblico nel nostro Paese. Già, perché se poi tanto “idioti” non lo fossero affatto? Sarà proprio vero, ad esempio, che i black bloc arrivano da Marte e non rientrano, invece, nel contesto di un ben preciso progetto di destabilizzazione che – chissà come mai – su tutto il territorio nazionale, riesce sempre a riproporceli, senza che i loro spostamenti, incontrino ostacoli di alcun genere?

Scritto da: Giornale Radio

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