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Il punto della settimana
today4 Gennaio 2026
A cura di Ferruccio Bovio
Francamente, tra le tante dipartite che hanno segnato l’anno che ci siamo appena lasciati alle spalle, ad amareggiarci maggiormente è stata quella – anche a costo di apparire irriguardosi – di Brigitte Bardot, la donna più bella di sempre. La ragazzina irrefrenabile che “fulmina” letteralmente il mondo, esordendo, nel 1956, sotto la regia di Roger Vadim nel film “E Dio creò la donna” – nel quale, tra l’altro, appare distesa al sole completamente svestita – diventa immediatamente un mito globale irraggiungibile, inimitabile e tale da incarnare un modello di femminilità destinato ad andare ben oltre i confini del pianeta cinema. Brigitte seduce, infatti, in maniera naturale, selvaggia e provocante (ma al tempo stesso quasi ingenuo), affascinando l’immaginario collettivo dell’epoca. Quel suo muoversi con la grazia di una ballerina, indossando i vestiti più semplici – che però su di lei hanno un effetto devastante – fa subito della ragazza parigina uno spontaneo e, forse, inconsapevole simbolo rivoluzionario di libertà al femminile. B.B. rappresenta, quindi, fin dall’epoca del suo esordio, un nuovo tipo di icona cinematografica, che ben poco ha a che vedere con il modo di porsi e di essere delle altre dive degli Anni 50 e 60, in gran parte costruite, nei minimi dettagli, negli Studios hollywoodiani. Nessun’altra come lei riuscirà, infatti, a creare una così travolgente energia femminile, limitandosi ad un filo di trucco o a camicie e jeans presi un po’ a caso, ma capaci, comunque, di esaltare la sua bellezza disarmante. Irrequieta e talvolta capricciosa, nonostante lo straordinario successo raccolto in vent’anni passati da un set all’altro, la Bardot avrà sempre un rapporto contrastato con la celebrità: al punto di avere spesso dichiarato di sentirsi “prigioniera” della sua stessa immagine pubblica. Una sorta di prigionia che, infaustamente, la indurrà, più di una volta, a cadere persino in tentazioni suicide. E, forse, è proprio questo il motivo che la porterà a prendere – a soli 39 anni – la clamorosa decisione di dire addio al cinema, per dedicarsi totalmente alla difesa degli animali, mettendo così al servizio della loro causa tutta la sua visibilità e dando, pertanto, voce a chi purtroppo ne aveva sempre avuta pochissima. Per oltre mezzo secolo, Brigitte sarà quindi, la più nota militante animalista al mondo. Dopo aver vissuto in maniera straripante la sua giovinezza, allo stesso modo interpreterà il suo nuovo ruolo umanitario, non senza, più volte, sconfinare nel politicamente scorretto, come quando – con tutto il nostro più convinto appoggio – si schiererà contro alcuni tipi di macellazione che, facendo riferimento ad anacronistici dettami religiosi, non prevedono la sedazione o lo stordimento dell’animale prima del suo abbattimento. Tutte battaglie che, tra l’altro, le costeranno – spesso e volemtieri – non poche beghe giudiziarie: ma l’intrepida attrice di “Babette va alla guerra” non era certo il tipo da farsi intimidire facilmente… Adesso però, tornata finalmente allo splendore dei suoi anni più belli, aspetta senz’altro l’arrivo dell’estate per riproporci quelle magiche stagioni fatte di play boy italiani, paparazzi, flirts ferragostani, scie di motoscafi all’avventura e danze sfrenate fino all’alba nei locali della “sua” Saint – Tropez. Davvero incredibile che non ci sia più.
04 Gennaio 2026
Scritto da: Giornale Radio
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