Il punto della settimana

Prevenzione

today8 Febbraio 2026

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Scritto da Giornale Radio

A cura di Ferruccio Bovio

Il fatto che i nomi di molti dei dimostranti violenti che, per l’ennesima volta, hanno messo a soqquadro una città, siano da tempo noti alle forze dell’ordine e non siano stati preventivamente fermati, induce non pochi osservatori a parlare di incompetenza (se non addirittura di complicità) da parte di alcune istituzioni e formazioni politiche che guidano attualmente il Paese. In altre parole, qualcuno insinua che, se si lascia libertà di agire impunemente agli antagonisti di turno, allora diventa anche lecito ipotizzare che, dietro a questa presunta inefficienza, ci sia, in realtà, un ben preciso disegno liberticida, da parte di un Esecutivo intenzionato a sfruttare le intemperanze di qualche “utile idiota” per poter imporre una svolta autoritaria. Una svolta che comporti, quindi, un controllo di tipo orwelliano sui diritti dei cittadini e sull’autonomia della magistratura, nel quadro di una nostalgica estensione dei poteri di Palazzo Chigi.
Tutte argomentazioni che però – rievocando in qualche modo i maledetti tempi andati della “strategia della tensione” – tendono, comunque, ad ignorare il fatto che quanto è avvenuto a Torino sabato scorso, più che il pretesto tanto atteso (e magari anche provocato) dal duo Meloni / Piantedosi per dare il via ad una fase di repressione reazionaria, ha rappresentato, invece, la ormai classica conclusione di una lunga serie di manifestazioni che non sembrano soddisfare abbastanza se non finiscono con violenze, aggressioni e devastazioni urbane.
D’altra parte, sono stati gli stessi antagonisti ad esprimere, nel comunicato del giorno dopo, la loro più piena soddisfazione per l’esito della bravata, il cui obbiettivo dichiarato era proprio quello di portare la guerriglia nel centro di Torino…Ed a confermare il tutto, è comparsa pure una scritta su un muro del Palazzo Nuovo dell’Università, che auspicava “più sbirri morti, più orfani, più vedove”.
Atti e parole senz’altro esecrabili – commentano dal Campo Largo – ma che, tuttavia, non possono e non devono assolutamente mettere in discussione la possibilità di organizzare cortei pacifici: se poi si infiltra qualche provocatore, il problema riguarda essenzialmente il ministero degli Interni, cui spetta, infatti, la prevenzione degli incidenti. Già, ma in che cosa dovrebbe mai consistere questa davvero problematica prevenzione? Forse nel vietare lo svolgimento di manifestazioni a chi delle ordinanze della prefettura o della questura ha sempre dato prova di infischiarsene beatamente?…Oppure nel dare concretezza alle recentissime disposizioni di quello che rischia di risultare il terzo ed inutile Decreto sulla Sicurezza di questa legislatura?
Noi, pervasi come siamo da una imbarazzante sensazione di disagio e di impotenza, possiamo solo ricordare che la famosa Legge Reale del 1975 non impedì certamente il verificarsi della strage di via Fani e nemmeno di quella della stazione di Bologna…
Per ora non ci resta, quindi, che sperare nel fatto che i movimenti eversivi non siano alla ricerca del morto…Ed a questo proposito, ci sentiamo di sottolineare fermamente che, se un esito così drammatico – diversamente da quanto capitato in altri Paesi europei – da noi non si è più verificato dal luglio del 2001, il merito va attribuito soprattutto alla prudenza ed all’esemplare professionalità delle nostre forze dell’ordine.

08 Febbraio 2026

Scritto da: Giornale Radio

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